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Questa sezione è specificamente dedicata
a quanti intendono eseguire in prima persona la sorveglianza della TAO
5.1 Valutazione preliminare dei pazienti da
sottoporre alla TAO
Prima di iniziare la TAO in un paziente è opportuno che sia seguita una procedura
standard al fine di:
- escludere la presenza di controindicazioni maggiori e valutare le minori;
- definire il motivo principale che porta al trattamento anticoagulante (ed eventuali
altri motivi accessori);
- definire il range terapeutico voluto, idoneo sia rispetto alla causa principale del
trattamento che alle condizioni generali del paziente;
- stabilire la durata prevista del trattamento;
- chiarire come e da chi sarà controllato ambulatoriamente il paziente in TAO.
5.2 Anamnesi e visita generale
I pazienti che devono essere valutati per TAO sono generalmente ben noti al proprio
medico. Nonostante ciò è opportuno riesaminare le condizioni cliniche generali del
paziente e valutare il grado di cooperazione del paziente e la possibile presenza di
condizioni che ne riducano od escludano laffidabilità (deficit mentale, gravi
psicosi, alcolismo, tossicodipendenza ecc.). Bisogna infatti considerare che per un
adeguato trattamento occorre una completa e consapevole collaborazione da parte del
paziente, oppure la collaborazione da parte di familiari/conoscenti disponibili ad
accudire il paziente stesso. La mancanza di entrambe queste condizioni è da considerare
una controindicazione maggiore al trattamento.
È ovviamente necessaria una particolare attenzione per identificare la presenza di
controindicazioni assolute (rare, vedi
§ 4.1) e valutare lentità di possibili controindicazioni relative (§ 4.2). Una tendenza emorragica
sarà considerata una controindicazione assoluta o relativa a seconda della sua gravità.
Da valutare le seguenti controindicazioni: gravidanza (§ 10.2), ipertensione arteriosa severa,
endocarditi batteriche subacute, pregressi problemi emorragici cerebrali, traumi recenti
del sistema nervoso centrale, uremia, gravi malattie epatiche, steatorrea, ulcera peptica
in fase attiva, ernia iatale, sanguinamento in atto nel tratto genito-urinario,
gastrointestinale, respiratorio. Nel caso in cui le controindicazioni non abbiano un
valore assoluto si valuterà il rapporto tra i rischi possibili e i benefici attesi.
Letà avanzata è stata da alcuni indicata come una controindicazione (per lo
meno relativa) al trattamento, tuttavia in merito non vi è uniformità di vedute. La
maggioranza degli studi hanno confermato una maggiore incidenza di complicanze
emorragiche, sia maggiori sia minori, in relazione con letà più avanzata. È
opportuno pertanto che prima di iniziare il trattamento in un paziente anziano (>75
anni) siano esaminati in dettaglio tutti gli eventuali fattori di rischio personali per
comparsa di emorragie, quali: pregressi eventi emorragici, ulcera peptica, pregressi
eventi vascolari cerebrali, ipertensione arteriosa non controllata (specie sistolica),
ridotta capacità dattenzione e/o presenza di altre condizioni che riducano la
compliance (in assenza di familiari che accudiscano adeguatamente il paziente), alcoolismo
cronico, cadute frequenti, uso di FANS, impossibilità di adeguato follow-up. Le ragioni
per cui le persone molto anziane sono più soggette al rischio emorragico durante TAO sono
probabilmente numerose; tra queste ricordiamo: una maggior tendenza ad avere reazioni
avverse da farmaci; un più marcato effetto dellanticoagulante, di cui generalmente
occorrono dosi più basse; lalta incidenza di comorbilità, con conseguenti
frequenti associazioni farmacologiche spesso interagenti con la TAO; una ridotta
compliance e infine la ben nota maggiore fragilità vascolare.
Durante la visita bisogna verificare la possibilità dinterazioni tra
anticoagulanti e terapia in corso o comunque di associazioni che aumentino
lincidenza di emorragie (concomitante assunzione di FANS e TAO specie nella
popolazione anziana).
5.3 Esami di laboratorio preliminari
Prima di iniziare la TAO va raccomandato di valutare (se disponibili) o far eseguire i
seguenti accertamenti:
- test coagulativi di base (PT, APTT);
- esame emocromocitometrico completo con piastrine e sideremia (per accertare una
eventuale condizione di anemia microcitica sideropenica);
- transaminasi, gamma-GT, bilirubina, colinesterasi (come valutazione della funzionalità
epatica);
- creatinina, glicemia, uricemia, colesterolo, trigliceridi;
- test di gravidanza in tutte le donne in età fertile.
5.4 Colloquio con il paziente al momento di iniziare la TAO
È indispensabile che il medico abbia un colloquio con il paziente prima che inizi la
TAO, al fine di fornirgli informazioni importanti e chiarire in modo articolato e
comprensibile gli aspetti più rilevanti della condotta della TAO. In particolare devono
essere illustrate le finalità generali del trattamento con farmaci anticoagulanti, il
loro meccanismo dazione e i rischi connessi con tale terapia, distinguendo a questo
proposito tra la possibile comparsa di emorragie minori (epistassi, menorragia, ematuria,
emorragia gengivale ecc.) e di quelle maggiori, che richiedono un immediato intervento
medico. Deve essere spiegato che la dose del farmaco (che deve essere assunta in unica
somministrazione il pomeriggio o la sera prima di coricarsi, purché lontano dai pasti)
può cambiare di volta in volta e che i controlli periodici del PT vengono eseguiti
proprio allo scopo di regolare la dose da assumere in base alleffetto ottenuto. Pur
potendo variare i tempi del controllo, può essere utile indicare un periodo massimo da
non superare comunque mai (p. es. 3-4 settimane). Occorre illustrare il modulo di risposta
che viene fornito ai pazienti, contenente il risultato del controllo del PT (espresso in
INR) e la prescrizione terapeutica giornaliera, specificando quali sono i valori di INR
desiderati come range terapeutico nel caso del paziente stesso. È importante raccomandare
ai pazienti di non assumere acido acetilsalicilico o altri farmaci antiaggreganti, salvo
specifica indicazione da parte di un medico, e comunque di avvertire sempre il medico
circa eventuali cambiamenti del trattamento farmacologico complessivo. È utile inoltre
che il paziente avverta sempre il farmacista delluso di anticoagulanti orali ogni
volta acquista farmaci da banco. Luso di iniezioni intramuscolari, soprattutto con
volumi elevati, andrebbe evitato. Può essere anche utile indicare al malato quali farmaci
può utilizzare come analgesici e antipiretici al bisogno. Per quanto riguarda la dieta
non sono necessarie restrizioni particolari, ma è importante raccomandare abitudini
alimentari costanti, evitando accuratamente eccessi per quanto riguarda lassunzione
sia di cibo sia di bevande alcoliche che possono essere assunte ma con moderazione.
Bisogna ricordare di evitare di consumare grandi quantità di alimenti ricchi in vitamina
K, quali verdure, broccoli, uova ecc (§
7.7). Le pazienti in età fertile devono essere informate circa il rischio teratogeno
che la TAO comporta, specie nelle fasi iniziali della gravidanza. Si deve raccomandare
loro di informare preventivamente il medico circa una volontà di gravidanza e comunque di
comunicare immediatamente un eventuale inizio di gravidanza, o anche solo un ritardo del
ciclo mestruale (i problemi legati alla gravidanza sono esaminati in dettaglio nel § 10.2). Vanno sconsigliati sport ad
elevato rischio di trauma.
Durante il colloquio iniziale deve essere fornito al paziente il libretto educazionale
appositamente preparato e distribuito dallAIPA e dalla FCSA (alle quali rivolgersi
per fornitura): Vademecum del Paziente Anticoagulato, con il consiglio di leggerlo a
domicilio e di chiedere spiegazioni in occasione del successivo controllo in caso di dubbi
o difficoltà di comprensione. Ogni paziente deve portare sempre con sé un cartellino (da
conservare tra i documenti personali) che indica chiaramente luso di anticoagulanti
orali. Può essere anche utile consegnare una sintesi dei consigli. Disponendo di un
computer è possibile stampare il testo volta per volta (vedi
esempio).
Numerosi dati indicano che i pazienti anticoagulati non sono sufficientemente informati
sulle potenziali complicazioni e sui rischi legati alla terapia. Si registra comunque un
divario notevole tra le informazioni che vengono date ai pazienti e quello che essi
ritengono di conoscere sulla terapia anticoagulante. Risulta inoltre che i medici non
forniscono sufficienti informazioni e raccomandazioni ai pazienti e che i pazienti a loro
volta non sono in grado di comprendere e di utilizzare i consigli ricevuti.
Leducazione sanitaria del paziente anticoagulato risulta molto importante sia per
la percezione della qualità della vita, sia per la compliance nei riguardi del
trattamento anticoagulante.
È evidente che lobiettivo di informare ed educare il paziente secondo i criteri
sopra riportati è raggiungibile solo nel corso di più incontri con un rinforzo costante
dei messaggi e necessita di una periodica verifica per accertarsi della reale comprensione
da parte del paziente e dei familiari.
In modo schematico ci sembra opportuno ricordare che inizialmente ci si deve accertare
soprattutto della comprensione di:
- scopi e rischi della TAO (eventualmente è possibile utilizzare un sussidio visivo
analogo a quello qui disponibile);
- durata della terapia a breve termine (3-6 mesi) o a lungo termine (a vita);
- necessità di controlli periodici sia clinici che di laboratorio;
- necessità di una meticolosa assunzione del farmaco anticoagulante (è necessario
indagare accuratamente il "metodo" che il malato intende adottare per garantire
questa meticolosità: vedi anche il Capitolo 6
- Gestione
della TAO).
Negli incontri successivi, pur senza dimenticare di domandare al paziente se sussistono
dubbi in merito ai punti precedenti, è possibile focalizzare lattenzione su:
- comportamento da tenere per evitare la dimenticanza di assumere il farmaco (segnali sul
proprio diario ecc.), avvertendo che in caso di dimenticanza è meglio evitare di assumere
la dose dimenticata in aggiunta a quella del giorno successivo;
- la possibilità di interferenze farmacologiche (in grado sia di aumentare leffetto
del farmaco aumento del rischio emorragico , sia di ridurre leffetto
aumento del rischio trombofilico), fornendo una lista di farmaci sicuri per
evenienze comuni (febbre, dolori ecc.);
- la pericolosità di variazioni spontanee della dose: una dose maggiore può aumentare il
rischio emorragico, una minore può aumentare quello trombotico;
- la necessità di contattare immediatamente il medico (o altri che devono essere
chiaramente specificati in caso di mancato reperimento del curante) in caso di comparsa di
emorragie, sia maggiori sia minori, affinché possa essere controllato immediatamente
lINR e lemocromo, e sia valutata lopportunità di una sospensione della
TAO e/o la somministrazione di antidoto;
- la necessità di informare con adeguato anticipo il medico circa interventi chirurgici
programmati, sia maggiori sia minori (estrazioni dentarie, ecc), al fine di poter
utilizzare appropriati protocolli di riduzione o sospensione della TAO, con sostituzione
temporanea con eparina a seconda delle esigenze del caso;
- rapporto tra condotta della TAO e lo stato di salute generale del paziente, che può
interferire con il livello di anticoagulazione. In particolare a questo proposito si
dovrà porre particolare attenzione a stati febbrili per malattie intercorrenti
(influenza, bronchiti, infezioni delle vie urinarie ecc.), invitando il paziente a
segnalarli al fine di valutare lopportunità di modificare la dose
dellanticoagulante e/o la data di controllo (che sarà più ravvicinata rispetto al
previsto anche a causa di eventuale associazione di farmaci antibiotici,
antiinfiammatori, analgesici che interferiscono con gli anticoagulanti);
- necessità di mantenere una dieta avente un contenuto relativamente costante di vitamina
K (vedi sopra il foglio con le istruzioni per il paziente); in caso di importanti
modificazioni del regime alimentare (p. es. divenire vegetariano o iniziare diete
particolari) è indispensabile avvertire con anticipo il medico.

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