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Gli interventi chirurgici e le manovre invasive in corso di TAO

Gravidanza

Allattamento

Osteoporosi

Viaggi


10.1 Gli interventi chirurgici e le manovre invasive in corso di TAO

Tutti gli interventi chirurgici e le manovre invasive che si rendano necessarie nei pazienti in TAO richiedono una valutazione specifica, in genere collegiale, per stabilire:

  1. il potenziale rischio di eventi tromboembolici qualora la TAO venisse ridotta o sospesa;
  2. il rischio emorragico specifico di ciascun intervento o manovra, soprattutto in relazione all’entità del trauma e alla possibilità di adottare idonee misure emostatiche locali.

Schematicamente si possono prefigurare due possibilità.

A) Continuare la TAO

Ciò è possibile per situazioni a basso rischio emorragico con trauma dei tessuti superficiali sui quali possono essere attuate misure emostatiche locali (pressione, antifibrinolitici, colla di fibrina):

  • punture e cateterismi di vene ed arterie superficiali (anche p. e.s arteria femorale per Seldinger);
  • punture sternali;
  • biopsie cutanee, piccola chirurgia dermatologica, biopsie di mucose facilmente accessibili ed esplorabili (cavo orale, vagina), piccola chirurgia oculistica;
  • esami endoscopici senza manovre chirurgiche;
  • estrazioni dentarie semplici in assenza di infezione e di incisioni chirurgiche; in questi casi risultano utili gli emostatici locali, la sutura dei bordi alveolari e l’applicazione di sciacqui orali con soluzioni di ac. tranexamico al 5%, 4-5 minuti ogni 6 ore per 5-6 giorni.

Qualora si preveda un rischio emorragico più elevato (p. es. estrazioni dentarie multiple in presenza di infezioni) od il rischio tromboembolico non sia elevato (nella maggior parte dei pazienti, esclusi quelli con protesi valvolare cardiaca o trombosi endocavitarie cardiache) la TAO può essere temporaneamente modificata in modo da ridurre l’INR tra valori di 1,5 e 2.

Nota: va ricordato che nei pazienti in TAO è consigliabile evitare, se possibile, le iniezioni intramuscolari per non correre il rischio di ematomi locali (soprattutto se il volume di iniezione è elevato).

B) Sospendere momentaneamente la TAO

Ciò è necessario quando si preveda un trauma di tessuti profondi, non facilmente accessibili a misure emostatiche locali:

  • chirurgia maggiore elettiva generale o specialistica;
  • punture esplorative di cavità (toracentesi, paracentesi, rachicentesi);
  • biopsie di tessuti profondi (fegato, rene, osso, anche TC o ecoguidate) o di mucose (gastroenteriche, respiratorie, genitali) non accessibili ad una ispezione diretta;
  • anestesie peridurali.

Se non vi è urgenza la TAO va sospesa senza somministrare vitamina K. In tutto il periodo di sospensione della TAO, va istituita terapia eparinica per via sottocutanea a dosi profilattiche (5000 U.I. ogni 8-12 ore) o, nei pazienti ad alto rischio trombotico (protesi valvolare), a dosi individualizzate in modo da ottenere un allungamento del PTT pari a 1,5 il valore normale di controllo. In ogni caso la somministrazione che precede immediatamente l’intervento va omessa. La ripresa della TAO deve essere valutata caso per caso, in funzione del tempo necessario alla completa riparazione dei tessuti.

Per gli interventi chirurgici urgenti è necessario neutralizzare al più presto la TAO somministrando 10-20 mg di vitamina K1 (Konakion) per via endovenosa lenta (15-30 minuti) e procedere all’intervento dopo che l’INR è sceso sotto 1,5 in genere dopo 12 ore. Per ripristinare immediatamente un normale meccanismo emostatico è necessario infondere concentrati del complesso protrombinico (500-1500 U); tale eventualità è però generalmente rara..

In caso di interventi chirurgici programmati o di cure odontoiatriche che possano comportare emorragie è sufficiente interrompere la terapia per 24 o 48 ore (a seconda dei risultati dell’ultimo prelievo) per ottenere valori di INR <2.

In caso di interventi odontoiatrici che non comportino rischi di significative emorragie (otturazione, ablazione tartaro ecc.) non è necessario sospendere la terapia anticoagulante.


10.2 Gravidanza

La gravità delle alterazioni fetali indotte dagli anticoagulanti orali richiede in corso di gravidanza un attento uso di questi farmaci, che va riservato solo ad alcune selezionate condizioni cliniche (Tabella 9), ed in generale richiede la sorveglianza del loro uso da parte di donne in età fertile.

È necessario istruire le pazienti in TAO circa il rischio di iniziare una gravidanza in corso di TAO e va eseguito sempre un test di gravidanza prima di iniziare la TAO; occorre inoltre raccomandare periodicamente alle pazienti di comunicare l’intenzione di avere una gravidanza od un eventuale ritardo mestruale. Un ritardo mestruale non dovrà mai essere sottovalutato, ma dovrà essere subito seguito da un test di gravidanza, eventualmente ripetuto dopo 3 giorni.

Per le donne che desiderino una gravidanza si consiglia una informazione dettagliata alla paziente ed una attenta sorveglianza, eseguendo immediatamente il test di gravidanza in caso di ritardo mestruale.

Nelle donne che presentino un test di gravidanza positivo, la TAO dovrà essere interrotta e sostituita da una idonea profilassi con eparina, che potrà essere mantenuta per tutta la gravidanza. La dose di eparina dovrà essere in grado di portare il rapporto di PTT (PTT plasma paziente/PTT plasma normale) intorno a 1,5-2,0 (2,0-2,5 in caso di protesi valvolari meccaniche). A questo fine, sono necessarie dosi piene di eparina (p. es. 7500-10000 U s.c. 2-3 volte al dí), mentre dosaggi inferiori (p. es. 5000 U s.c. 2-3 volte al dì) non sono protettivi. In alternativa alla terapia con eparina per tutta la gravidanza, può essere ripresa la TAO a bassa intensità (INR 2,0-2,5) solo dopo il primo trimestre e fino alla 36ª settimana. Dopo la 36ª settimana deve essere ripresa l’anticoagulazione con eparina secondo le modalità sopra descritte. In prossimità del travaglio, la terapia con eparina potrà essere sospesa fino a parto avvenuto; successivamente andrà ripresa la TAO. Se il parto è avvenuto mediante taglio cesareo, occorrerà attendere 4-5 giorni per la cicatrizzazione della ferita chirurgica prima della ripresa della TAO, mantenendo la copertura antitrombotica con eparina a dosaggio ridotto. I dicumarolici sono presenti nel latte materno solo in tracce; non è pertanto sconsigliato l’allattamento al seno in corso di TAO.

Vanno ricordati gli effetti collaterali dell’uso dell’eparina. Oltre al rischio emorragico, esiste un definito rischio di osteoporosi che non sembra comunque aumentare il rischio di fratture spontanee. Il piú grave effetto collaterale è costituito dalla piastrinopenia da eparina, mediata da anticorpi anti eparina-fattore piastrinico 4 e che può complicarsi con eventi trombotici talora catastrofici. È indispensabile che il medico curante acquisisca personali conoscenze circa questo fenomeno e che disponga alcune cautele (istruzioni alla paziente, controllo della conta piastrinica, dosaggio degli anticorpi antieparina) che sono opportune soprattutto dal 5°-6° giorno al 1° mese di terapia.


10.3 Allattamento

Infine è opportuna un’ultima precisazione circa l’allattamento. Fino ad alcuni anni fa veniva consigliato alle donne che assumevano anticoagulanti orali di non allattare, nell’ipotesi che il latte contenesse l’anticoagulante orale. Non ci sono attualmente dimostrazioni scientifiche di tale presenza nel latte. Secondo alcuni autori inglesi, le donne possono tranquillamente allattare a condizione che i piccoli vengano forniti di supplementi di vitamina K per via orale. Tuttavia sull’opportunità di trattare il neonato con vitamina K non vi è consenso unanime.


10.4 Osteoporosi

La vitamina K è coinvolta nel metabolismo osseo. L’uso prolungato di anticoagulanti sembra aumentare il rischio di frattura vertebrale. Particolare attenzione va quindi riservata alle possibilità di diagnosi precoce ed eventuale prevenzione dell’osteoporosi.


10.5 Viaggi

Portare la confezione per poter paragonare il dosaggio utilizzato con quello dei prodotti reperibili all’estero (mostrare la scatola al farmacista).

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©Hyperphar Group SpA. Ultimo aggiornamento 26/02/2008 .
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