|
Questa sezione è specificamente dedicata
a quanti intendono eseguire in prima persona la sorveglianza della TAO
6.1 Aspetti organizzativi in Medicina Generale
Le modalità particolari di lavoro della medicina generale impongono alcune brevi
considerazioni.
La semplice scelta del dosaggio anticoagulante a seconda dellINR non rappresenta
che la minima (e la più semplice) parte dellattività richiesta. Indispensabile è
lorganizzazione che garantisca al paziente le condizioni per una buona qualità
della sorveglianza, secondo i criteri riportati nei paragrafi successivi. È quindi
indispensabile che il medico valuti e programmi il carico di lavoro rappresentato da
ciascun paziente, disponga di adeguati spazi di tempo per i colloqui iniziali e registri
in modo preciso e costante tutti i dati indispensabili, utilizzando possibilmente un
database che consenta una verifica di qualità (§ 6.7). È necessario che il paziente
possa rivolgersi ad un sanitario competente in caso di necessità: ciascun medico,
valutando la realtà locale ed il suo stile di lavoro dovrà dare comunque indicazioni
precise al paziente affinché, in caso di necessità, possa trovare sempre un collega
affidabile. In pratica può essere opportuno informarsi sulle strutture disponibili in
zona, prendendo, se necessario, contatti diretti per concordare le procedure da riferire
poi al paziente. Ovviamente il paziente deve essere in grado di fornire tutte le
informazioni utili e per questo motivo deve essere sempre in grado di produrre la
documentazione necessaria. In questo senso può anche essere sufficiente informare il
malato di portare con sé gli ultimi 4-5 valori di INR con i dosaggi
dellanticoagulante, gli altri farmaci che dovesse utilizzare al momento e la
documentazione inerente alle principali patologie. Un problema particolare può essere
rappresentato dai periodi di sostituzione. A meno che siano molto brevi è importante che
il sostituto dia adeguate garanzie per la gestione della TAO.
6.2 Principi generali della TAO
Scopo fondamentale di questa terapia è quello di deprimere, in modo controllato e
reversibile, la coagulabilità del sangue per ottenere la massima protezione possibile
dagli incidenti tromboembolici con il minimo rischio di emorragie. Tale grado di
anticoagulazione, che varia a seconda delle differenti condizioni morbose, viene definito
"range terapeutico".
Per ottimizzare lefficacia e la sicurezza degli anticoagulanti orali occorre che
i pazienti siano periodicamente controllati, sia dal punto di vista laboratoristico
(effetto biologico del farmaco) sia clinico.
6.3 Meccanismo dazione degli anticoagulanti orali (AO)
Gli AO sono composti a basso peso molecolare, derivati dalla cumarina (dicumarolo,)
rapidamente e facilmente assorbiti se somministrati per via orale. Nel sangue si legano
alle proteine (albumina) per il 97-99%, cosicché soltanto una piccola frazione di tutta
la sostanza (quella libera in equilibrio dinamico con quella legata) è farmacologicamente
attiva. La loro emivita plasmatica e, di conseguenza, la loro durata di azione varia in
rapporto al tipo di farmaco e alla dose somministrata. Il metabolismo degli anticoagulanti
orali avviene quasi totalmente nel fegato, mentre i loro metaboliti vengono escreti nelle
urine e nelle feci.
Questi farmaci agiscono bloccando, negli epatociti, la riduzione della Vitamina
K-epossido a Vitamina K, mediante inibizione competitiva dellenzima
epossido-reduttasi. In questo modo viene impedita la gamma-carbossilazione dei fattori II,
VII, IX, X, già sintetizzati dalle cellule epatiche, carbossilazione che è
indispensabile per la loro attività biologica. Tale effetto è proporzionale alla dose di
farmaco assunta, a parità di molte altre condizioni biologiche e cliniche.
6.4 Farmaci anticoagulanti orali attualmente disponibili in Italia:
caratteristiche e loro scelta
I derivati dicumarolici dotati di attività anticoagulante disponibili al momento in
Italia sono:
a) warfarina sodica [3-(a-acetonilbenzil)-4-idrossicumarina], (COUMADIN® Crinos
Industria Farmacobiologica SpA, Como, compresse da 5 mg);
b) acenocumarolo [3-(a-acetonil-p-nitrobenzil)-4-idrossicumarina], [SINTROM®
Ciba-Geigy SpA, Saronno (VA)], compresse da 4 mg e, dal giugno 1995, compresse da 1 mg.
Entrambi sono rapidamente assorbiti nel tratto gastrointestinale e raggiungono il picco
di concentrazione plasmatica in 90 minuti, circolando legati allalbumina. Si
concentrano nel fegato, ove vengono metabolizzati seguendo vie differenti e vengono
escreti con la bile o con le urine.
I due farmaci (al di là delle diverse preparazioni farmaceutiche, 5 mg, 1 e 4 mg) si
differenziano essenzialmente per la diversa emivita biologica. La warfarina è prodotta
come miscela racemica di due isomeri ottici, levo- e destrogiro. Entrambe le forme sono
rapidamente assorbite, ma sono dotate di emivita plasmatica abbastanza diversa, 46 ore per
lisomero destrogiro, 32 ore per lisomero levogiro, farmacologicamente più
potente. Lacenocumarolo, invece, presenta una emivita valutata in circa 12 ore,
decisamente più breve di ciascuna delle forme della warfarina. È stato dimostrato che
tale caratteristica determina una fluttuazione dei livelli plasmatici del Fattore VII nel
corso dellassunzione di acenocumarolo somministrato ogni 24 ore.
Sulla base di tali peculiarità (farmacologiche e di formulazione) è possibile
esprimere un criterio che informi la scelta dellanticoagulante orale: la warfarina
per la sua emivita più lunga ha un effetto più stabile sullinibizione della
sintesi dei fattori Vitamina K-dipendenti ed è il farmaco di prima scelta nei trattamenti
di lunga durata con una unica somministrazione quotidiana. Lacenocumarolo invece
presenta il vantaggio di una reversibilità delleffetto anticoagulante teoricamente
più rapida, che può risultare utile in caso di emorragia da sovradosaggio, e
dallaltra della disponibilità in diverse preparazioni commerciali. La preparazione
da 1 mg può aumentare la compliance dei pazienti che presentino difficoltà nella
manipolazione del farmaco in frazioni di compressa (anziani, disabili, non vedenti ecc.).
6.5 Inizio della TAO: dose di induzione, orario, e modalità di
assunzione
La TAO può essere cominciata con una dose di mantenimento (p. es. 5 mg di warfarina) o
con una moderata dose di carico, che sia approssimativamente il doppio della dose media di
mantenimento.
Se la necessità di iniziare la TAO non è urgente (p. es. fibrillazione atriale
cronica stabile), il trattamento può essere iniziato con una dose di 5 mg al giorno di
warfarina; questo dosaggio consente il raggiungimento di una anticoagulazione stabile in
5-7 giorni.e quindi il primo controllo dellINR può essere programmato il 5°
giorno. Nel caso il paziente sia molto anziano o, comunque, a rischio emorragico, può
essere prudente iniziare con dosaggi anche più bassi (1,25 o 2,5 mg) in assenza di
urgenza. In questa situazione è opportuno ricordare che in quinta giornata il livello
stabile di anticoagulazione potrebbe non essere ancora raggiunto. Nel caso quindi si sia
lievemente al di sotto del range desiderato può essere opportuno non modificare la dose
di farmaco, ma ripetere il controllo dopo 3-4 giorni. Al contrario, se si è ai limiti
superiori o lievemente oltre il livello desiderato, si può considerare una riduzione del
dosaggio ed un controllo a 5-6 giorni.
Se leffetto antitrombotico è più urgente (p. es. cardiopatie ad alto rischio di
embolizzazione), la warfarina può essere iniziata al dosaggio di 10 mg al giorno per i
primi due giorni e di 5 mg nei due giorni successivi, con controllo dellINR dopo 4
giorni e poi ogni 4-7 giorni fino a raggiungere e mantenere un valore nel range
terapeutico.
Lassunzione va effettuata in unica somministrazione, sempre alla stessa ora del
giorno, possibilmente lontano dai pasti nel pomeriggio o alla sera, possibilmente in
unorario che consenta di modificare il dosaggio quando venga comunicato il risultato
del controllo dellINR.
6.6 Il controllo di laboratorio della TAO: il tempo di protrombina
Fattori di variabilità e standardizzazione del PT
Numerose sono le variabili preanalitiche ed analitiche che influenzano il PT e che
rendono problematica la comparabilità dei risultati prodotti in laboratori diversi, ma
anche quelli prodotti nello stesso laboratorio in giorni diversi. Poiché il dosaggio del
farmaco anticoagulante si basa esclusivamente sul risultato del test, è evidente quanto
sia importante la standardizzazione delle procedure preanalitiche ed analitiche.
Variabili preanalitiche
Il medico è dirattamente interessato solo quando esegua personalmente il prelievo, ma
può essere importante conoscere il problema per valutare eventuali risultati inatesi
monitorando lINR.
Il sangue deve essere ottenuto da puntura venosa netta, con minima stasi, allo scopo di
evitare la contaminazione con sostanze tissutali che attiverebbero precocemente ed in
maniera incontrollata la coagulazione. La raccolta e successiva conservazione del sangue
deve sempre essere effettuata con materiale non contattante (siringhe e provette di
plastica o vetro accuratamente siliconato). Luso di sistemi a vuoto per
lesecuzione del prelievo, oltre che consentito, dovrebbe essere incoraggiato perché
permette una più efficace standardizzazione di questa importante fase preanalitica.
Anticoagulante e sangue devono essere miscelati rapidamente, in rapporto costante 1:9.
Poiché lanticoagulante resta confinato alla fase plasmatica, la sua concentrazione
dipenderà dallematocrito del paziente in esame (più alto è lematocrito,
maggiore è la concentrazione del citrato nel plasma e viceversa). Plasmi ipercitratati
portano a tempi di coagulazione proporzionalmente più lunghi e viceversa. In teoria,
sarebbe importante procedere ad un aggiustamento della proporzione fra sangue ed
anticoagulante in tutti quei casi in cui si dovessero riscontrare deviazioni
dellematocrito dalla normalità. In pratica, ci si può limitare a correggere la
quantità di anticoagulante (esistono allo scopo apposite tabelle o formule) a valori
estremi di ematocrito (p. es. inferiori a 30% e superiori a 60%). Maggiori e più
pericolose deviazioni dal corretto rapporto si ottengono molto spesso con luso
improprio dei sistemi a vuoto: p. es. eccessiva fretta nelleseguire il prelievo, o
provetta difettosa con vuoto insufficiente. Subito dopo il prelievo il sangue deve essere
centrifugato (2.000´g, corrispondenti a circa 3.500-4.000 rpm
con le comuni centrifughe da banco) e il plasma conservato a temperatura ambiente per un
massimo di 3-4 ore. Bisogna evitare di conservare il plasma a temperature inferiori a
quella ambiente, pena la probabile attivazione del fattore VII, con conseguente
accorciamento del tempo di coagulazione. Se conservato per lungo tempo, il plasma deve
essere mantenuto in provetta accuratamente tappata, ad evitare leccessiva perdita di
CO2 con variazioni significative del pH.
Variabili analitiche
Non sono dinteresse diretto del medico. È indispensabile che il laboratorio di
riferimento esegua controlli di qualità periodicamente.. Si ricorda che questi controlli
sono un prerequisito indispensabile per l'ammissione di un Centro alla FCSA
6.7 Il controllo di qualità clinica della TAO
Sin dal 1948 Wright e coll., fra i primi ad utilizzare la TAO nella prevenzione delle
tromboembolie, concludevano: "Non basta affermare che ad un paziente sono stati
somministrati farmaci anticoagulanti. Le domande alle quali bisogna dare risposta sono: in
che quantità, per quanto tempo, quali livelli di efficacia sono stati ottenuti, quanto a
lungo tali livelli sono stati mantenuti. Queste informazioni sono necessarie per stabilire
se un insuccesso è stato provocato dalla terapia di per se stessa o se la responsabilità
ricade su coloro che la somministrano."
La valutazione di efficacia della TAO può avvenire attraverso la registrazione della
incidenza delle complicanze emorragiche o trombotiche (qualità clinica) e attraverso
lanalisi del tempo trascorso da ciascun paziente entro i limiti terapeutici
prefissati (qualità del trattamento).
Lanalisi della qualità del trattamento si è potuta eseguire in modo corretto e
comparabile fra diversi Centri per la Sorveglianza della TAO (CSA), solo dopo la
standardizzazione del modo di misurare il livello di anticoagulazione, con
lintroduzione del sistema ISI/INR. Questo sistema (per maggiori approfondimenti si
rimanda ad apposite pubblicazioni), tra gli altri vantaggi ha permesso di assegnare
livelli terapeutici specifici per diverse patologie, consentendo di valutare
obiettivamente il grado di anticoagulazione raggiunto rispetto agli obiettivi prefissati.
Recenti studi condotti per valutare lefficacia della TAO nella prevenzione del
tromboembolismo in pazienti sopravvissuti allinfarto del miocardio hanno dimostrato
che i risultati positivi ottenuti erano correlati con ladeguatezza della TAO (il
livello di efficacia venne stimato intorno al 65-70% di controlli entro il range
terapeutico).
Lanalisi della qualità del trattamento dovrebbe essere applicata anche nella
pratica quotidiana da chiunque sia responsabile della TAO, in quanto solo mediante
opportune analisi statistiche sui valori di anticoagulazione raggiunti nei pazienti è
possibile verificare ed eventualmente correggere disfunzioni del trattamento
Il miglioramento della qualità del trattamento non ha solo un valore puramente
statistico, ma può avere implicazioni cliniche importanti. Migliorando ladeguatezza
della TAO si ottiene un netto miglioramento della qualità clinica, con riduzione
importante delle complicanze tromboemboliche. È quindi indispensabile che si applichi con
periodicità e costanza lanalisi della adeguatezza della TAO, per garantire ai
propri pazienti il massimo della efficacia terapeutica possibile.
Lanalisi della qualità del trattamento ha permesso di valutare anche altri
aspetti della condotta pratica della TAO.
Si è potuto, infatti, verificare obiettivamente che i primi mesi di trattamento sono
un momento critico, degno quindi di attenzione particolare, in quanto in questo periodo i
pazienti risultano non adeguatamente trattati per una gran parte del tempo.
Si è dimostrato inoltre come sia nettamente migliore il trattamento erogato da
strutture specificamente organizzate per la sorveglianza della TAO (Centri di
Sorveglianza), rispetto a quello dei pazienti seguiti direttamente dai medici curanti.
È stato possibile anche confrontare la differenza della qualità del trattamento a
seconda che la TAO fosse prescritta nel modo usuale rispetto a quella prescritta con
sistemi informatizzati, come pure confrontare la performance di differenti sistemi
informatizzati.
6.8 Metodi per la valutazione statistica della qualità del
trattamento
Analisi dei valori di INR (calcolo della percentuale di controlli entro i limiti
terapeutici)
a) Calcolo cumulativo della percentuale di INR entro i limiti terapeutici rispetto al
numero totale dei controlli.
Questo tipo di approccio, che è il più semplice, non riflette tuttavia con
obiettività ladeguatezza o meno della TAO, in quanto può essere falsato dal
maggior peso statistico dei pazienti poco stabili, che sicuramente hanno un numero di
controlli maggiore nei periodi considerati, rispetto ai pazienti stabili.
b) Calcolo della percentuale di INR entro i limiti terapeutici impiegando un solo
controllo per paziente in un determinato periodo (cross section of files). Questo metodo,
anchesso di semplice esecuzione, pur riflettendo con una certa obiettività
ladeguatezza del trattamento, può essere criticabile in quanto impiega solo un
limitato numero di controlli per ciascun paziente.
c) Calcolo nel singolo paziente del numero dei controlli entro i limiti terapeutici
rispetto al numero globale per un determinato periodo e successiva suddivisione dei
pazienti in classi di qualità di trattamento. Analisi abbastanza semplice ed obiettiva,
tuttavia non tiene conto delle eventuali oscillazioni dellINR fra un controllo ed il
successivo.
Analisi discontinua del tempo trascorso da ciascun paziente entro i limiti terapeutici
a) Le settimane trascorse entro i limiti terapeutici sono calcolate assegnando tutto il
tempo compreso fra due controlli al livello di INR determinato ad un solo controllo,
presupponendo che in caso di uscita dellINR dai limiti fissati le settimane
intercorrenti fra due controlli vengano assegnate interamente al controllo successivo.
Questo modo di calcolo non risulta obiettivo in quanto presuppone un cambiamento troppo
drastico e repentino del livello di anticoagulazione fra un controllo ed il successivo, e
quindi non riproduce quanto avviene nella realtà.
b) Calcolo delle settimane trascorse entro i limiti suddividendole equamente fra un
controllo ed il successivo. Questo metodo rappresenta un miglioramento rispetto al
precedente in quanto rispecchia in modo abbastanza corretto quanto può avvenire nella
realtà dei singoli pazienti; esso, infatti, permette di verificare il livello di
anticoagulazione in funzione del tempo trascorso fra un controllo ed il successivo.
Analisi continua del tempo trascorso entro i limiti terapeutici.
È il calcolo del numero di giorni che ciascun paziente ha trascorso entro categorie
successive e ristrette di INR, con progressione di frazioni di INR di 0,1, tra un
controllo ed il successivo. Derivato dal metodo precedente, esso ne costituisce un
miglioramento ed attualmente è il più affidabile per una corretta valutazione
delladeguatezza della TAO.
Presupposto di questo metodo di analisi è che i valori di INR fra un controllo ed il
successivo varino linearmente nel tempo per frazioni ridotte di INR. In questo modo per
ogni paziente viene fatta una stratificazione del numero di giorni trascorsi in una
determinata e ristretta categoria di INR: successivamente queste stratificazioni di giorni
vengono raggruppate per tutti i pazienti analizzati per le varie frazioni di INR,
consentendo di stabilire il reale tempo trascorso nellambito terapeutico o entro
determinati livelli ristretti di INR.
Il metodo valuta abbastanza obiettivamente quanto avviene nei pazienti sottoposti alla
TAO fra un controllo ed il successivo. Se un paziente ad un controllo risulta al di sotto
del livello terapeutico ed al successivo al di sopra, con questo metodo è possibile
stimare anche il tempo che necessariamente il paziente ha trascorso entro lambito
terapeutico per passare da un valore di INR al successivo.
Lapplicazione di analisi statistiche più raffinate per la valutazione della
adeguatezza della TAO richiede un sistema informatizzato di archiviazione dei dati e
lapplicazione di particolari programmi di analisi. Tuttavia in assenza di tali mezzi
si possono, con facilità, impiegare analisi semplici (tipo cross-section of files), che
sono possibili anche senza informatizzazione dei dati.
È quindi indispensabile porsi nelle condizioni organizzative atte a valutare
lefficacia del trattamento erogato ai propri pazienti, in quanto solo la verifica
costante e periodica della qualità del trattamento, permettendo di evidenziare nei propri
pazienti eventuali manchevolezze nella prescrizione della TAO, consente di prendere i
provvedimenti più opportuni per incidere positivamente sulla qualità di vita dei
pazienti.
Lefficacia della TAO dipende fondamentalmente dalla qualità del controllo
laboratoristico del livello di anticoagulazione, dalla abilità nella regolazione del
farmaco, dalla attiva partecipazione del paziente, ma anche dal contesto organizzativo
6.9 Informatica e condotta della TAO
L informatizzazione del lavoro medico ha ultimamente, avuto un grande sviluppo,
in particolare utilizzando le applicazioni tradizionali nel campo della archiviazione dei
dati, della stesura dei referti e delle elaborazioni statistiche (Tabella 4).
Lutilizzo di un adeguato programma computerizzato per la gestione della cartella
clinica è altamente desiderabile per il medico che desideri seguire i pazienti in TAO. In
particolare è indispensabile un sistema che permetta unaccurata archiviazione dei
valori di INR, dei dosaggi utilizzati, della comparsa di complicanze e di eventuali
annotazioni. È anche utile la possibilità di segnalazione automatica di interazioni
farmacologiche, anche se ciò non sostituisce minimamente la valutazione diretta del
medico. Ovviamente il computer non è indispensabile, ma in sua assenza il medico deve
garantire comunque i criteri qualitativi di cui sopra, oltre che la possibilità di
eseguire analisi statistiche sui suoi dati. Questultimo aspetto rende comunque molto
pesante il carico di lavoro di chi non utilizza il computer per la gestione delle cartelle
cliniche.
Recentemente sono stati introdotti dei programmi applicativi "dedicati" alla
sorveglianza della TAO, cioè specificamente studiati per la risoluzione dei problemi
peculiari posti da questa terapia. Studi preliminari, sia retrospettivi che prospettici,
hanno anche permesso di validare in qualche caso lutilità di tali programmi,
documentando una migliore "qualità del trattamento" in gruppi di pazienti
seguiti con il computer versus una sorveglianza di tipo tradizionale.
È possibile acquistare questi programmi direttamente dai produttori e utilizzarli
"in parallelo" al programma di cartelle cliniche (senza comunicazione, quindi,
tra i due programmi. L'integrazione di un software nel programma di gestione della
cartella è sicuramente preferibile, consentendo l'integrazione in un unico sistema di
tutte le informazioni utili, evitando, tra l'altro, l'inutile duplicazione di dati.
Attualmente, per quanto a nostra conoscenza, l'unico programma che integra il controllo di
qualità della TAO è Millennium® che utilizza l'analisi continua del tempo trascorso in
range terapeutico.
In sintesi, è indispensabile garantire una precisa verifica della "qualità"
del trattamento, controllata oltre che dal punto di vista clinico (registrazione e calcolo
della frequenza delle complicanze emorragiche o degli incidenti tromboembolici), anche dal
punto di vista laboratoristico, attraverso lanalisi statistica dei valori di INR.
6.10 Le responsabilità legali
Il controllo della TAO rappresenta un atto medico dal quale possono derivare danni,
transitori o permanenti, al paziente anche in seguito ad una non corretta gestione del
trattamento. In generale, ciascun medico dovrebbe mettersi nelle condizioni di poter
dimostrare che il controllo della TAO viene eseguito in modo corretto, sulla base delle
conoscenze più attuali derivanti dalla letteratura medica e dalle raccomandazioni delle
autorità scientifiche e sanitarie.
Ogni paziente deve avere una cartella clinica individuale in cui vengono registrati i
dati dellesame clinico iniziale, i successivi controlli clinici e di laboratorio con
le prescrizioni della terapia e le convocazioni per i controlli successivi.
Leducazione del paziente ad una corretta conduzione della TAO rientra tra i vari
compiti di chi è responsabile del monitoraggio della terapia. Il paziente dovrebbe essere
informato su tutti gli aspetti pratici della gestione della TAO e sui possibili rischi del
trattamento. È opportuno che il paziente dia, allinizio del trattamento, il suo
consenso informato. Per migliorare la possibilità di una reale comprensione da parte del
paziente si possono utilizzare ausilii visivi (vedi Cap. 5: Il
consenso e la collaborazione del paziente). Nonostante tutti gli sforzi possibili
rimarrà comunque una percentuale non bassa di malati (circa un quinto secondo alcuni
studi) che non riesce a comprendere in modo adeguato i termini del problema. In questi
casi la posizione del medico è oggettivamente difficile, anche se il coinvolgimento
consapevole dei familiari può essere di grande aiuto.

|