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10 anni di SPREAD Collaboration 

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Glossario
Abbreviazioni
1. Introduzione
2. Metodi
4. Epidemiologia
5. Diagnosi non in acuto
6. Fattori di rischio
7. Prevenzione primaria
8. Acuto-Ricovero
9. Acuto-Diagnosi
10. Acuto-Terapia
11. Acuto-Fase di stato
12. Prevenz. secondaria
13. Terapia chirurgica
14. Prognosi post-ictus
15. Riabilitazione
16. Complicanze
17. Giovanile-Cause rare
18. Ricerca

Glossario dei termini come utilizzati in queste Linee Guida

afasia perdita della capacità di esprimere a parole o per iscritto idee coerenti o di capire il linguaggio parlato o di leggere (ne esistono numerose forme).
allineamento posturale insieme dei provvedimenti adottati in caso di riduzione o scomparsa della motricità spontanea (da qualsiasi causa sia essa determinata) al fine di conservare il corpo e tutti i suoi segmenti in atteggiamento il più possibile corretto, onde prevenire posizioni viziate e quindi modificazioni articolari e muscolo-tendinee che possano, con il tempo, dare rigidità e deformità articolari. Postura = combinazione di lunghezze muscolari (e suoi correlati neurofisiologici) che mantiene i diversi segmenti del corpo in una data posizione, sia tra loro sia nello spazio.
anosognosia mancata consapevolezza della condizione di malattia, in particolare per quanto riguarda il deficit motorio e sensitivo dell'emisoma colpito.
aprassia perdita della capacità di eseguire su richiesta particolari gesti o movimenti, senza che vi sia paralisi; in alcuni casi gli stessi gesti possono ancora essere svolti automaticamente.
attacco ischemico transitorio
(Transient Ischaemic Attack: TIA)
improvvisa comparsa di segni e/o sintomi riferibili a deficit focale cerebrale o visivo attribuibile ad insufficiente apporto di sangue, di durata inferiore alle 24 ore.

-, in crescendo

due o più episodi riferibili a TIA in 24 ore o tre o più in 72 ore. È necessaria una completa risoluzione dei sintomi tra un TIA e l'altro.
attività della vita quotidiana ( AVQ; in Inglese: ADL). operazioni necessarie alla cura di sé. Vengono suddivise in quattro ambiti: alimentazione, abbigliamento, igiene personale (locale o generale), trasferimenti. A seconda di quanto il paziente riesce a fare, il suo grado di autosufficienza è più o meno completo.
ausili oggetti più spesso di uso corrente, modificati in modo da permettere la conservazione di una data funzione anche senza richiederne lo svolgimento in modo tradizionale (p.e.: posate con il manico ingrossato, per essere afferrate meglio, leve lunghe al posto di maniglie o rubinetti, ... ).
autonomia capacità di attuare processi decisionali, in ordine a degli scopi. Autosufficienza ed autonomia non vanno di pari passo.
by-pass pontaggio, mediante impianto di protesi vascolare in materiale autologo o eterologo, per consentire il ripristino del flusso del sangue a valle di un distretto ostruito o stenotico.
crescendo TIA vedi in crescendo, sotto attacco ischemico transitorio.
drop attacks improvvise cadute a terra non accompagnate da altri disturbi come perdita o sospensione di coscienza.
eminegligenza spaziale unilaterale (neglect) mancanza di consapevolezza o di attenzione per un lato del corpo o dello spazio o per gli eventi che si verificano da un lato del corpo (di solito a sinistra).
ictus improvvisa comparsa di segni e/o sintomi riferibili a deficit focale e/o globale (coma) delle funzioni cerebrali, di durata superiore alle 24 ore o ad esito infausto, non attribuibile ad altra causa apparente se non a vasculopatia cerebrale.

-, in progressione
o in evoluzione

ictus con peggioramento del deficit neurologico attribuibile ad estensione della lesione cerebrale nell'arco di ore o giorni dall'insorgenza dei primi sintomi.
neglect vedi eminegligenza spaziale unilaterale
occlusione carotidea assenza di flusso lungo la carotide interna all'angiografia, e/o di segnale al Doppler. Vedi anche sotto alla voce stenosi carotidea.
ortesi elementi o insieme di elementi organizzati in una "struttura", destinati a rendere più funzionale una parte o tutto il corpo, in modo da limitare od evitare perdite di autosufficienza (p.e. bastone, carrozzina, doccia funzionale per avambraccio, ...).
patch materiale autologo o eterologo, interposto in un tratto di parete vascolare, per modificarne, in genere ampliarne, la superficie.
prevenzione primaria prevenzione dell'evento ictus in soggetti che non hanno mai subito questo evento.
prevenzione secondaria l'espressione prevenzione secondaria indica tutte le misure terapeutiche che si prendono dopo un ictus ed un TIA, per combatterne la ripetizione. Essa comprende anche i provvedimenti consigliabili nelle ore immediatamente successive all'evento ictale, nonché i provvedimenti atti a prevenire o ridurre l'invalidità da ictus.
prevenzione terziaria termine non utilizzato in queste linee guida
protesi insieme di elementi organizzati in una "struttura" destinata a sostituire una parte del corpo.
raccomandazione espressione sintetica di una modifica di abitudini, una decisione diagnostica o terapeutica finalizzata alla riduzione del rischio e/o dell'impatto dell'ictus.
-, peso
indicata: tecnica diagnostica o terapia indispensabile in tutti i casi
non indicata: tecnica diagnostica o terapia non consigliabili
indicata solo: tecnica diagnostica o terapia da adottare in sottogruppi di pazienti (specificandoli)
ottimale: tecnica o terapia utile ma attuabile solo in centri specializzati
integrativa: tecnica che porta una maggiore conoscenza sulle cause
-, forza (grado) La forza della raccomandazione esprime in forma sintetica la quantità e qualità della documentazione disponibile a supporto, nonché la sua applicabilità. Sinteticamente la relazione tra forza della raccomandazione e livello dell'evidenza viene indicata come segue.
livello tipo di evidenza disponibile
1++ metanalisi di alta qualità e senza disomogeneità statistica; revisioni sistematiche di RCT ciascuno con limiti fiduciali ristretti, RCT con limiti fiduciali molto ristretti e/o alfa e beta molto piccoli;
1+ metanalisi ben fatte senza disomogeneità statistica o con disomogeneità clinicamente non rilevanti, revisioni sistematiche di RCT, RCT con limiti fiduciali ristretti e/o alfa e beta piccoli;
2++ revisioni sistematiche di alta qualità di studi caso-controllo o coorte; studi caso-controllo o coorte di alta qualità con limiti fiduciali molto ristretti e/o alfa e beta molto piccoli;
2+ studi caso-controllo o coorte di buona qualità con limiti fiduciali ristretti e/o alfa e beta piccoli;
3 studi non analitici (case reports, serie di casi)
4 opinione di esperti
NOTA: metanalisi con eterogeneità statistiche di rilevanza clinica, revisioni sistematiche di studi con ampi limiti fiduciali, studi con ampi limiti fiduciali e/o alfa e/o beta grande vanno classificati con un segno - (meno).

In queste linee guida si riporta solo la classificazione in gradi, come indicato di seguito: 

grado livello dell'evidenza
A almeno una metanalisi, revisione sistematica, o RCT classificato di livello 1++ condotto direttamente sulla popolazione bersaglio; oppure
revisione sistematica di RCT o un insieme di evidenze costituito principalmente da studi classificati di livello 1+, consistenti tra loro, e applicabile direttamente alla popolazione bersaglio.
B un insieme di evidenze che includa studi classificati di livello 2++, coerenti tra loro, e direttamente applicabili alla popolazione bersaglio; oppure
evidenza estrapolata da studi classificati come 1++ o 1+.
C un insieme di evidenze che includa studi classificati di livello 2+, coerenti tra loro e direttamente applicabili alla popolazione bersaglio; oppure
evidenza estrapolata da studi classificati come 2++
D evidenza di livello 3 o 4; oppure
evidenza estrapolata da studi classificati come 2+; oppure
evidenza da studi classificati come (meno), indipendentemente dal livello.
GPP Good Practice Point: migliore pratica raccomandata sulla base dell'esperienza del gruppo di sviluppo delle linee guida, non corroborata da evidenze sperimentali.
 
rieducazione insieme di programmi terapeutici specificatamente diretti alle diverse componenti della disabilità (neuromotoria, cognitiva, respiratoria, funzionale, ...)
shunt dispositivo che permette la deviazione (in genere temporanea) e, quindi, il mantenimento del flusso di sangue tra il tratto prossimale e distale di un distretto vascolare, temporaneamente privato del regolare apporto ematico per motivi chirurgici.
stenosi carotidea riduzione del lume dell'arteria carotide, usualmente alla biforcazione e comunque con interessamento della arteria carotide interna nel tratto extracranico, che si assume dovuta alla presenza di una placca ateromasica complicata o non complicata.
-, grado grado di riduzione del lume a livello della lesione stenosante, usualmente espressa in percentuale rispetto al diametro del vaso. Vi sono diversi modi di misurazione, comunque espressioni del tipo "stenosi emodinamicamente significativa" dovrebbero essere abolite, poiché totalmente prive di significato clinico-pratico. Si dovrebbe invece sempre indicare un valore numerico, od un range di valori numerici (p.es: stenosi dell'80%; stenosi grave, tra il 75% ed il 90%).
-, sintomatica qualsiasi lesione stenosante dell'arteria carotide interna extracranica in un paziente che ha presentato sintomi clinici ascrivibili ad ischemia dell'emisfero e/o della retina ipsilaterali alla stenosi.
-, asintomatica qualsiasi lesione carotidea che non rientri nella definizione di sintomatica (vedi sopra: -, sintomatica). Va sottolineato che la sintomaticità di una stenosi è giudicata solo sul piano clinico.
-, intracranica presenza all'angiografia di lesioni stenosanti il distretto carotideo intracranico, di grado tale da ridurre il lume vasale in modo misurabile.
stenosi vertebrobasilare vedi sopra alla voce stenosi carotidea, ma nel distretto vertebrobasilare; i criteri di misurazione non sono chiaramente definiti in letteratura.
stent dispositivo di materiale metallico, espansibile e resistente, che viene impiantato all'interno di un tratto vascolare per garantirne la pervietà.
stroke vedi ictus

-, minor

ictus con esiti di minima o nessuna compromissione dell'autonomia nelle attività della vita quotidiana (usualmente con Rankin <3).
TIA vedi attacco ischemico transitorio
TIA in crescendo vedi in crescendo, sotto attacco ischemico transitorio

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