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Sintesi 6–1

Gli studi epidemiologici hanno individuato molteplici fattori che
aumentano il rischio di ictus. Alcuni di questi fattori non possono essere
modificati, principalmente l’età, ma costituiscono tuttavia importanti
indicatori per definire le classi di rischio. Altri fattori possono essere
modificati con strategie non farmacologiche o farmacologiche. Il loro
riconoscimento costituisce la base della prevenzione sia primaria sia
secondaria dell’ictus.
Sintesi 6–2 a

Fattori di rischio per l’emorragia cerebrale sono:
 | non modificabili: età; razza non caucasica; |
 | modificabili: ipertensione arteriosa, eccessiva assunzione di
alcool, fumo. |
Sintesi 6–2 b

La terapia trombolitica e la terapia anticoagulante nella fase acuta e
nella prevenzione dell’ictus ischemico aumentano il rischio di emorragia
cerebrale, in modo non significativo nei fibrillanti.
La terapia antiaggregante ne aumenta solo modestamente il rischio.
Sintesi 6–2 c

I microsanguinamenti individuati alla RM in gradient-echo sono un
indicatore di danno dei piccoli vasi cerebrali possibilmente correlabile
ad un elevato rischio di emorragia cerebrale parenchimale.

Sintesi 6–3 a

I fattori di rischio modificabili ben documentati sono:
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ipertensione arteriosa; |
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alcune cardiopatie |
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| (in particolare, fibrillazione atriale); |
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diabete mellito; |
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iperomocisteinemia; |
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ipertrofia ventricolare sinistra; |
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stenosi carotidea; |
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fumo di sigaretta; |
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eccessivo consumo di alcool; |
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ridotta attività fisica; |
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dieta. |
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Sintesi
6–3 b

Gli attacchi ischemici transitori costituiscono un fattore di rischio
ben documentato per ictus cerebrale ischemico.

Sintesi 6–4 a

Sono stati descritti altri fattori che probabilmente aumentano il
rischio di ictus ma che al momento non appaiono completamente documentati
come fattori indipendenti di rischio. Fra questi:
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dislipidemia; |
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obesità; |
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sindrome metabolica; |
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alcune cardiopatie (forame ovale pervio, aneurisma settale); |
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placche dellarco aortico; |
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uso di contraccettivi orali; |
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terapia ormonale sostitutiva; |
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emicrania; |
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anticorpi antifosfolipidi; |
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fattori dellemostasi; |
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infezioni; |
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uso di droghe; |
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inquinamento atmosferico. |
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Sintesi 6–4 b

L’ipercolesterolemia è da considerare il più importante fattore di
rischio modificabile per la malattia coronarica, mentre l’associazione con
l’ictus, anche se progressivamente più evidente, resta non completamente
definita.

Sintesi
6–5

L’età è il maggiore fattore di rischio per l’ictus. L’incidenza di
ictus aumenta con l’età e, a partire dai 55 anni, raddoppia per ogni
decade. La maggior parte degli ictus si verifica dopo i 65 anni.

Sintesi 6–6

È possibile che venga ereditata una predisposizione ad essere colpiti
da ictus. Il ruolo dei fattori genetici nella determinazione del rischio
di ictus non è tuttora definito.

Sintesi 6–7

I fattori di rischio interagiscono in modo fattoriale e il rischio di
ictus aumenta più che proporzionalmente al numero dei fattori presenti,
anche quando il rischio attribuibile a ciascuno di essi sia limitato
(purché statisticamente significativo). Non vi sono studi adeguati
sull’interazione tra i fattori di rischio vascolare.


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