| SPREAD V Ed. |
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Sintesi Capitolo 7 - Prevenzione primaria |
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10 anni di SPREAD Collaboration |
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Raccomandazione 7.1 Grado D
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*GPP |
L'attività fisica graduale, di lieve-moderata intensità e di tipo aerobio (passeggiata a passo spedito alla velocità di 10-12 minuti per chilometro), è indicata nella maggior parte dei giorni della settimana, preferibilmente ogni giorno. |
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In base alle evidenze disponibili, un modello
alimentare ispirato alla dieta mediterranea e a basso contenuto di sodio è
consigliabile ai fini della prevenzione primaria dell’ictus.
Tra i nutrienti associati ad un aumento del rischio di ictus ischemico si
annoverano in particolare l’eccesso di sodio, alcol e di grassi saturi.
Viceversa, per alcuni nutrienti è stata messa in luce un’azione protettiva:
| grassi insaturi: l’effetto protettivo è documentato in relazione al consumo di acidi grassi poliinsaturi omega-3; | |
| fibra alimentare: adeguati apporti tramite la dieta esercitano un effetto protettivo nei confronti di obesità, diabete, sindrome plurimetabolica; | |
| potassio, magnesio e calcio: esiste una correlazione inversa tra il rischio di ictus e il consumo di questi minerali, attraverso un’azione per lo più mediata dalla pressione arteriosa; | |
| antiossidanti: un equilibrato apporto di antiossidanti media un effetto protettivo in particolar modo associato al consumo di vitamina C, di beta-carotene e di vitamina E; eventuali supplementazioni non sono indicate; | |
| folati, vitamina B6 e vitamina B12: adeguati apporti tramite la dieta esercitano un positivo effetto protettivo, mediato dalla riduzione dei livelli di omocisteina. Sono consigliate supplementazioni nei casi di iperomocisteinemia. |
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Sono indicati i seguenti obiettivi nutrizionali specifici per la popolazione generale:
| a. Grado C | è indicato mantenere un peso corporeo salutare (IMC=18,5-24,9). L’obiettivo può essere raggiunto aumentando gradualmente il livello di attività fisica, controllando l’apporto di grassi e dolciumi, aumentando il consumo di frutta e verdura. |
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b. Grado C |
è indicato ridurre l’apporto di sale nella dieta a non oltre i 6 grammi di sale (2,4 g di sodio) al giorno. L’obiettivo può essere raggiunto evitando cibi ad elevato contenuto di sale, limitandone l’uso nella preparazione degli alimenti e non aggiungendo sale a tavola. |
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c. Grado D |
è indicato ridurre il consumo di grassi e condimenti di origine animale, sostituendoli con quelli di origine vegetale (in particolare olio extravergine di oliva). |
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d. Grado C |
è indicato consumare pesce almeno 2 volte la settimana (complessivamente almeno 400 g), quale fonte acidi grassi poliinsaturi della serie omega-3, preferibilmente pesce azzurro, salmone, pesce spada, tonno fresco, sgombro, halibut, trota. |
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e. Grado B |
è indicato consumare 2 porzioni di verdura e 3 porzioni di frutta al giorno, e con regolarità cereali integrali e legumi quali fonti di energia, proteine di origine vegetale, fibra alimentare, vitamine, folati e minerali (potassio, magnesio e calcio). |
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| f. *GPP | è indicato consumare con regolarità cereali integrali e legumi quali fonti di energia, proteine di origine vegetale, fibra alimentare, vitamine, folati e minerali (potassio, magnesio). |
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| g. Grado D |
è indicato consumare regolarmente latte e alimenti derivati, scegliendo prodotti con basso contenuto di grassi e di sodio. |
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| h. Grado B |
è indicato per i consumatori abituali di bevande alcoliche limitare l’assunzione di alcool a non più di due bicchieri di vino al giorno (o quantità di alcool equivalenti) nei maschi e a un bicchiere nelle donne non in gravidanza, preferibilmente durante i pasti principali, in assenza di controindicazioni metaboliche. |
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| 1 porzione di verdura = 250 g se cotta o 50 g se cruda; 1 porzione di frutta = 150 g. |
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Il trattamento dell’ipertensione arteriosa sia sistolica che diastolica
riduce il rischio di ictus indipendentemente dall’età del soggetto e dal grado
di ipertensione, pertanto è
indicato in tutti gli ipertesi.
L’obiettivo indicato dalle linee guida 2007 ESH-ECS è una pressione:
| <130 e <80 mm Hg nei diabetici; e | |
| almeno <140 e <90 mm Hg - o decisamente più bassa se tollerata - in tutti i soggetti ipertesi. |
Nei soggetti anziani con ipertensione sistolica isolata è indicato il trattamento con farmaci antipertensivi, preferenzialmente i diuretici ed i calcio antagonisti diidropiridinici a lunga durata di azione.
In pazienti ipertesi con ipertrofia ventricolare sinistra, è indicata la prevenzione primaria mediante farmaci attivi sul sistema renina-angiotensina, come losartan a preferenza di atenololo.
Per la prevenzione primaria dell’ictus cerebrale ischemico nei pazienti ad elevato rischio trombotico (storia di coronaropatia, vasculopatia periferica, o diabete mellito associato ad un altro fattore di rischio come l’ipertensione, livelli elevati di colesterolemia totale, bassi livelli di colesterolo HDL, fumo o microalbuminuria) è indicato il trattamento con ramipril raggiungendo progressivamente il dosaggio di 10 mg/die.
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Nel paziente con fibrillazione atriale cronica e parossistica associata a valvulopatia è indicata la terapia anticoagulante mantenendo un INR 2-3 indipendentemente da altri fattori di rischio.
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Nel paziente con fibrillazione atriale non valvolare cronica e parossistica è indicato in primo luogo considerare la possibilità di una conversione a ritmo sinusale.
Nel paziente con fibrillazione atriale non valvolarecronica e parossistica, di età compresa fra 65 e 75, anni è indicata la terapia anticoagulante mantenendo un INR 2-3, purché il paziente non presenti rischi emorragici.
Nel paziente con fibrillazione atriale non valvolarecronica e parossistica di età superiore a 75 anni e con fattori aggiuntivi di rischio tromboembolico (diabete, ipertensione arteriosa, scompenso cardiaco, dilatazione atriale sinistra, disfunzione sistolica ventricolare sinistra), è indicata la terapia anticoagulante orale (INR 2-3). Poiché tale trattamento nellanziano può associarsi ad una più elevata frequenza e gravità di complicanze emorragiche, specie intracraniche, lindicazione va posta dopo unattenta valutazione del singolo caso.
In alternativa alla terapia anticoagulante è indicato lASA (325 mg/die), che risulta provvista di efficacia, sia pure in misura inferiore, nelle seguenti condizioni:
| nel paziente con fibrillazione atriale non valvolare, cronica e parossistica, di età superiore a 65 anni, in cui sia controindicata la terapia anticoagulante orale; | |
| nel paziente di età superiore a 75 anni in cui si ritenga prevalente il rischio emorragico su quello trombo-embolico; | |
| nei casi in cui sia prevedibile una scarsa compliance o vi siano difficoltà di accesso a un monitoraggio affidabile. |
Nei pazienti di età inferiore ai 65 anni e con fibrillazione atriale non valvolare cronica e parossistica isolata, in considerazione del basso rischio embolico non è indicato nessun trattamento profilattico. In presenza di fattori di rischio embolico aggiuntivi, questi dovranno essere valutati nel caso singolo, al fine di instaurare una profilassi farmacologica con ASA o con anticoagulanti orali.
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Nei soggetti con protesi valvolari cardiache meccaniche è indicata la terapia anticoagulante mantenendo un INR 2,5-3,5 (INR 3-4 nelle vecchie protesi a palla o a disco ingabbiato).
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Agli effetti della prevenzione dell’ictus, il trattamento dell’ipercolesterolemia con le statine è indicato nei pazienti coronaropatici.
Agli effetti della prevenzione dell’ictus, il trattamento con simvastatina 40 mg/die è indicato nei pazienti ad alto rischio per patologie vascolari.
Agli effetti della prevenzione dell’ictus, il trattamento con atorvastatina 10 mg/die è indicato nei pazienti ipertesi con almeno tre altri fattori di rischio per patologie vascolari.
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Il riconoscimento e la terapia del diabete mellito, unitamente al miglior controllo della glicemia a digiuno e post-prandiale, sono indicati per la riduzione del rischio di ictus.
Nei pazienti diabetici di età superiore ai 30 anni con un fattore di rischio aggiuntivo, è indicato luso dellASA in prevenzione primaria.
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La terapia anticoagulante nei pazienti con anticorpi antifosfolipidi è indicata solo in presenza di storia di eventi su base trombotica.
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Per quanto la presenza isolata di placche dellarco aortico sia da considerare un fattore di rischio, in mancanza di prove di efficacia, al momento attuale non è indicato il trattamento antitrombotico.
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La terapia ormonale sostitutiva con estroprogestinici nelle donne dopo la menopausa non è indicata per la sola prevenzione dell’ictus cerebrale.
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