SPREAD V Ed.

Sintesi
Capitolo 9 - Ictus acuto
Ospedalizzazione (diagnosi)

10 anni di SPREAD Collaboration 

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Glossario
Abbreviazioni
1. Introduzione
2. Metodi
4. Epidemiologia
5. Diagnosi non in acuto
6. Fattori di rischio
7. Prevenzione primaria
8. Acuto-Ricovero
9. Acuto-Diagnosi
10. Acuto-Terapia
11. Acuto-Fase di stato
12. Prevenz. secondaria
13. Terapia chirurgica
14. Prognosi post-ictus
15. Riabilitazione
16. Complicanze
17. Giovanile-Cause rare
18. Ricerca

Sintesi 9.1 

L'approccio clinico al paziente con sospetto ictus cerebrale che arriva in ospedale deve essere immediato e deve comprendere un esame obiettivo generale, un inquadramento neurologico dettagliato ed una valutazione cardioangiologica approfondita.

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Raccomandazione 9.1 *GPP 

Un inquadramento neurologico precoce e standardizzato è indicato ai fini di una gestione corretta e qualitativamente avanzata del paziente con ictus o TIA.

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Sintesi 9.2 

Gli obiettivi dell'inquadramento clinico precoce sono:
definire il più accuratamente possibile (approssimazione ±30 min) l'ora di esordio dei sintomi;
definire che la causa del deficit neurologico sia di natura vascolare;
misurare la gravità del quadro clinico (possibilmente mediante l'uso di scale neurologiche quali la National Institutes of Health Stroke Scale - NIHSS versione italiana) a fini prognostici e del monitoraggio clinico successivo;
definire il territorio arterioso (carotideo o vertebrobasilare) ai fini diagnostici, prognostici e terapeutici;
tentare la definizione del sottotipo patogenetico;
valutare la potenziale evoluzione spontanea in peggioramento o in miglioramento;
definire precocemente il rischio di complicanze mediche o neurologiche e riconoscerle al fine di prevenirle e trattarle adeguatamente;
avviare in maniera tempestiva la terapia più appropriata.

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Raccomandazione 9.2 Grado D 

È indicato che l'inquadramento neurologico sia effettuato da neurologi esperti nella gestione dell'ictus o, in assenza di questi, da personale medico esperto.

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Raccomandazione 9.3 Grado D 

L’identificazione clinica di un territorio vascolare è indicata perché ha risvolti pratici importanti per quanto riguarda l’iter degli esami strumentali, la correlazione con le informazioni fornite dalle neuroimmagini, l’identificazione dei fattori patogenetici e prognostici e le decisioni terapeutiche, soprattutto in senso chirurgico.

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Raccomandazione 9.4 Grado D 

All'arrivo in ospedale di un paziente con sospetto ictus cerebrale è sempre indicata l'esecuzione dei seguenti esami di laboratorio: esame emocromocitometrico con piastrine, glicemia, elettroliti sierici, creatininemia, proteine totali, bilirubina, transaminasi, tempo di protrombina, APTT.

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Raccomandazione 9.5 Grado D 

Nei pazienti con ictus in fase acuta, l'esame del liquido cerebrospinale è indicato solo se sussiste il sospetto clinico di emorragia subaracnoidea e la TC risulta negativa.

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Sintesi 9.3 

La radiografia del torace è utile nelle prime ore dopo l'ingresso in ospedale per valutare la presenza di scompenso cardiaco, polmonite ab ingestis o altre patologie cardiache o polmonari che possono complicare il decorso e condizionare il trattamento.

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Raccomandazione 9.6 Grado D 

L'elettrocardiogramma è indicato in tutti i pazienti con ictus o TIA che arrivano in Pronto Soccorso.

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Raccomandazione 9.7 Grado D 

La TC cerebrale senza contrasto è indicata il più presto possibile dopo l'arrivo in Pronto Soccorso per:
la diagnosi differenziale fra ictus ischemico ed emorragico ed altre patologie non cerebrovascolari;
l'identificazione di eventuali segni precoci di sofferenza ischemica encefalica.

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Sintesi 9.4 

Un riscontro di ipodensità precoce dovrebbe suggerire un approfondimento dell’anamnesi, eventualmente coinvolgendo altri testimoni (parente o altro) capaci di fornire informazioni quanto più accurate possibili sul reale tempo di inizio del disturbo.

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Sintesi 9.5 

La RM convenzionale in urgenza non fornisce informazioni più accurate della TC.
La RM con sequenze pesate in diffusione e perfusione, o la TC perfusionale, possono consentire un più accurato inquadramento patogenetico e prognostico e potrebbero aiutare migliore selezione dei pazienti per terapie specifiche della fase acuta.

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Sintesi 9.6 

Nell'acquisto di nuove macchine di Risonanza Magnetica è auspicabile preventivare la possibilità di integrazione per l'applicazione di tecniche di diffusione, perfusione e spettroscopia almeno in Centri altamente specializzati.

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Raccomandazione 9.8 Grado D 

L'angiografia cerebrale è indicata nelle prime ore di un ictus ischemico solo se rappresenta il primo passo di un intervento endovascolare di disostruzione arteriosa mediante fibrinolisi locoregionale.

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Sintesi 9.7 

Il controllo morfologico al di fuori della fase acuta può essere effettuato indifferentemente con TC o RM convenzionale, risultando la RM più utile nel caso di lesioni lacunari o lesioni del troncoencefalo.

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Raccomandazione 9.9 Grado D 

La ripetizione della TC senza contrasto è consigliabile entro 48 ore, e comunque non oltre 7 giorni dall'esordio, ed è sempre indicata nel caso di ictus grave, progressivo e qualora si ritenga necessario un chiarimento diagnostico-prognostico.

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Sintesi 9.8 

Nelle fasi immediatamente successive all’ospedalizzazione del paziente con ictus cerebrale, lo studio con ultrasuoni dei vasi extra- ed intracranici sono utili ai fini di una precoce definizione dei tipi patogenetici, del rischio tromboembolico e delle decisioni terapeutiche.
Le stesse indicazioni valgono per l’ecocardiografia transtoracica o transesofagea, tuttavia la loro esecuzione in questa fase deve essere decisa in rapporto alla disponibilità e alle indicazioni nel caso specifico.
Nella fase di stato tali indagini debbono essere eseguite, seguendo le indicazioni riportate nel Capitolo 5 di SPREAD, il più precocemente possibile.

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Sintesi 9.9 

Le tecniche non invasive, Doppler transcranico, angio-RM ed angio-TC sono utili per la definizione della sede e del grado della occlusione arteriosa e quindi per una più appropriata selezione dei pazienti da sottoporre a trattamento trombolitico, specialmente se da effettuarsi per via intra-arteriosa. Tuttavia il loro uso appare per ora limitato ai centri altamente specializzati.


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