Sintesi 13-1 
Nel caso di stenosi carotidea sintomatica, la endoarteriectomia comporta un
modesto vantaggio vantaggio rispetto alla terapia medica per stenosi tra 50% e 69% (NNT 22 per ogni ictus
ipsilaterale, NNT non significativo per ictus disabilitante e morte), ed un
elevato beneficio per stenosi tra 70% e 99% (NNT 6 e 14 rispettivamente),
purché in assenza di near occlusion. In pazienti con near occlusion
il beneficio è marginale.
In pazienti con un elevato punteggio di rischio secondo i modelli fino ad oggi
validati, il vantaggio dell’intervento è ancora maggiore (NNT 3), mentre in
pazienti con un basso punteggio il vantaggio è assai dubbio (NNT 100).

Raccomandazione 13.1 Grado A 
L'endoarteriectomia carotidea è indicata
nella stenosi sintomatica uguale o maggiore del 70%
(valutata con il metodo NASCET).

Raccomandazione 13.2 Grado A 
L'endoarteriectomia carotidea non è indicata
nella stenosi sintomatica inferiore al 50% (valutata con il metodo
NASCET).

Raccomandazione 13.3 Grado A 
L'endoarteriectomia carotidea è indicata
nella stenosi sintomatica compresa fra il 50% ed il 69% (valutata con il metodo
NASCET) anche se il vantaggio rispetto alla terapia medica, modesto per i primi
anni di follow-up, diventa più evidente con gli anni successivi, specie
per i pazienti definiti a più alto rischio come pazienti con ischemia recente,
con sintomi cerebrali e non oculari, con placca ulcerata, di età avanzata, di
sesso maschile, non diabetici.

Raccomandazione 13.4 Grado A 
In caso di stenosi carotidea superiore al 50% (metodo NASCET) e di TIA o
ictus minore è indicata l’endoarteriectomia
precoce, cioè entro le prime due settimane dall’evento clinico.

Raccomandazione 13.5 ®GPP 
Per convenzione derivata dagli studi clinici, una stenosi carotidea si
definisce sintomatica se l’ultimo episodio ischemico cerebrale o retinico
congruo si è verificato nei 6 mesi precedenti. Sulla base di recenti revisioni
degli stessi studi è indicato ridurre tale
intervallo a non più di 3 mesi.

Sintesi 13-2 
Le evidenze sull’efficacia dell’endoarteriectomia nella stenosi carotidea
asintomatica sono state definite anche se sono auspicabili revisioni
sistematiche che stratifichino i vari fattori di rischio medico e chirurgico,
onde specificare meglio i sottogruppi a maggior rischio di ictus se non operati e
quindi a netto beneficio dall’intervento, che risulta comunque evidente e con vantaggio
progressivo negli anni a partire solo dal terzo anno successivo alla procedura.

Raccomandazione 13.6 Grado A 
L’intervento di endoarteriectomia in caso di stenosi carotidea asintomatica
uguale o maggiore al 60% (valutata con il metodo NASCET) è
indicato solo se il rischio operatorio (entro 1 mese dall’intervento) di complicanze gravi è
particolarmente basso (almeno inferiore al 3%). Il beneficio, in termini di
riduzione assoluta del rischio di ictus, è modesto (1% per anno) e aumenta con
gli anni successivi di follow-up.

Raccomandazione 13.7 Grado D 
Nei pazienti candidati all'endoarteriectomia carotidea con evidenza clinica
e/o ai test strumentali non invasivi di grave coronaropatia è indicata
la coronarografia.

Raccomandazione 13.8 Grado D 
Nei pazienti candidati alla rivascolarizazione carotidea e coronarica è
indicato dare la precedenza al distretto più compromesso
clinicamente.
In caso di precedenza della rivascolarizzazione carotidea è
indicato lo stenting in concomitanza di una cardiopatia severa
sintomatica, mentre è indicata l’endoarteriectomia
in concomitanza di una cardiopatia moderata.

Raccomandazione 13.9 ®GPP 
Nei pazienti con patologia concomitante carotidea e coronarica è
particolarmente indicato un approccio
multidisciplinare (cardiologico, neurologico, chirurgico vascolare/endovascolare,
cardiochirurgico, anestesiologico) per la scelta della precedenza del distretto
(carotideo o coronarico) da rivascolarizzare e per l’indicazione del tipo di
rivascolarizzazione carotidea (endoarteriectomia o stenting).

Raccomandazione 13.10 Grado C 
n caso di stenosi carotidea sintomatica, nella decisione sul timing
della chirurgia della carotide è indicato
considerare sia le caratteristiche dell'evento clinico che i reperti della TC o
RM cerebrale.

Raccomandazione 13.11 Grado C 
In caso di in caso di ictus maggiore disabilitante
non è indicata l'endoarteriectomia carotidea.

Raccomandazione 13.12 Grado B 
L'eco-Doppler dei tronchi sovraortici, purché validato e quindi di
affidabilità controllata, è indicato quale
esame di primo impiego allo scopo di selezionare i pazienti candidati alla
chirurgia della carotide.

Raccomandazione 13.13 Grado B 
L’eco-Doppler dei tronchi sovraortici, purché validato,
è indicato come unico esame prima della chirurgia della carotide
nel paziente con TIA o ictus minore verificatosi entro l’ultima settimana e con
stenosi carotidea congrua superiore a 70% (metodo NASCET).
È indicato eseguire oltre all’eco-Doppler
dei tronchi sovraortici anche una angio-RM con mezzo di contrasto oppure, in
mancanza di questa, un’angio-TC, purché validata, nel paziente:
- con TIA o ictus minore verificatosi oltre l’ultima settimana o con
stenosi carotidea congrua di grado inferiore a 70%;
- in cui sia dubbio il grado di stenosi carotidea, specie se
asintomatica;
- in cui si sospetti una lesione alta o bassa rispetto alla
biforcazione carotidea o lesioni multiple dei tronchi sovraortici.

Sintesi 13-3 
I dati disponibili sembrano supportare, con qualche cautela,
l’affidabilità degli esami non invasivi (eco-Doppler dei tronchi
sovraortici, angio-TC, angio-RM e angio-RM con mezzo di contrasto) per
diagnosticare una stenosi carotidea tra il 70% e il 99%, purché usati da
esperti in imaging carotideo. Non si hanno sufficienti dati e
servono conferme da ulteriori studi sulle stenosi tra il 50% e il 69%.

Sintesi 13-4 
Mancano studi accurati che confrontino più metodiche non invasive con
l'angiografia tradizionale. L'angio-RM con mezzo di contrasto sembra avere
un profilo di sensibilità e specificità migliore dell’eco-Doppler, dell'angio-TC
e dell'angio-RM senza contrasto (che sono sostanzialmente sovrapponibili). Tuttavia la
validità esterna di questi risultati, tratti da studi selezionati,
potrebbe essere modesta: infatti l'applicabilità delle metodiche non
invasive varia da centro a centro, sia in termini di disponibilità di
apparecchiature che di presenza di operatori esperti; si può quindi
ipotizzare che in un determinato centro una metodica diversa dalla angio
RM con mezzo di contrasto offra migliori garanzie di sensibilità e
specificità.

Raccomandazione 13.14 ®GPP 
È indicato limitare l’uso
dell’angiografia convenzionale ai casi in cui vi sia discordanza tra
eco-Doppler dei tronchi sovraortici e angio-RM con mezzo di contrasto/angio-TC oppure quando non sia possibile
ricorrere a tali metodiche e non è sufficiente quella con ultrasuoni.

Raccomandazione
13.15 Grado D 
Per l’endoarteriectomia carotidea in anestesia generale è indicato
un monitoraggio cerebrale intraoperatorio di affidabilità controllata (EEG,
Potenziali Evocati Somatosensoriali).

Raccomandazione 13.16 Grado D 
Per l’endoarteriectomia carotidea è indicata
preferire l'anestesia loco-regionale in
quanto, rispetto a quella generale, offre maggiori garanzie di monitoraggio
cerebrale e in quanto si associa a riduzione di rischio perioperatorio di morte, ictus,
infarto miocardico e complicanze polmonari.

Raccomandazione 13.17 Grado D 
L’eco-Doppler transcranico di affidabilità controllata
è indicato come metodica complementare nel monitoraggio cerebrale
perioperatorio in corso di chirurgia della carotide.

Raccomandazione 13.18 Grado D 
In corso di endoarteriectomia carotidea è
indicato, per la protezione cerebrale, l'uso selettivo dello shunt temporaneo
intraluminale.

Sintesi 13-5 
Nonostante la tendenza, in studi randomizzati, a favore del patch in
corso di endoarteriectomia carotidea in termini di riduzione di ictus e morte perioperatori,
trombosi o restenosi, a tutt'oggi non è possibile fornire raccomandazioni
conclusive.
Sono necessarie infatti maggiori evidenze da studi controllati randomizzati
confrontando con la sutura diretta l’uso del patch non solo di routine ma
anche selettivo, che risulta comunque il più seguito.
Al momento non è possibile fornire raccomandazioni sul tipo di materiale
utilizzato per il patch, anche se attualmente viene comunemente preferito
il materiale sintetico (dacron o PTFE) a quello biologico (vena safena).

Raccomandazione 13.19 Grado A 
Le attuali evidenze non sono da ritenersi sufficienti per cui non
è indicato un cambio di tendenza dall’endoarteriectomia verso le
procedure endovascolari nella correzione chirurgica di scelta della stenosi
carotidea.

Raccomandazione 13.20 Grado B 
Lo stenting carotideo, con adeguati livelli di qualità procedurale e
adeguata protezione cerebrale se non controindicata nel singolo caso, è
indicato in caso di gravi comorbosità cardiache e/o polmonari e in
condizioni specifiche come la paralisi del nervo laringeo controlaterale, la
stenosi ad estensione craniale della carotide interna o ad estensione claveare
della carotide comune.
Per convenzione, per "gravi comorbidità
cardiache" si intendono:
- lo scompenso cardiaco congestizio e/o la severa disfunzione
ventricolare sinistra,
- un intervento cardiochirurgico nelle sei settimane precedenti,
- un infarto miocardico nelle quattro settimane precedenti,
- l’angina instabile.

Raccomandazione 13.21 Grado C 
Lo stenting carotideo, con adeguati livelli di qualità procedurale e
adeguata protezione cerebrale se non controindicata nel singolo caso, è
indicato in condizioni specifiche come:
- restenosi,
- precedente radioterapia al collo,
- precedente tracheostomia,
- collo rigido o cosiddetto ostile,
e, seppur con modesto beneficio rispetto all’endoarteriectomia, in caso di
occlusione della carotide interna controlaterale.

Raccomandazione 13.22 Grado C 
Lo stenting carotideo non è indicato
in presenza di sospetto materiale trombotico o tromboembolico endoluminale
e/o di importanti calcificazioni e in caso di accesso difficoltoso come
per marcata tortuosità dei tronchi sovraortici, arco aortico bovino,
importante comorbosità arteriosa periferica della via di accesso.

Raccomandazione 13.23 ®GPP 
Specie quando l’indicazione alla rivascolarizzazione carotidea (endoarteriectomia
o stenting) non è netta, è particolarmente
indicato:

Sintesi 13-6 
La presenza della sola età avanzata (>80 anni), se non associata a importanti
comorbosità, non giustifica di per sé un’indicazione allo stenting
carotideo. Da analisi di studi retrospettivi risulta anzi che il rapporto
rischio/beneficio in questi pazienti è a vantaggio più per l’endoarteriectomia
che per lo stenting carotideo e più per la stenosi carotidea sintomatica
(la cui prevalenza è nettamente più alta che in pazienti più giovani) che per la
stenosi carotidea asintomatica, per la quale invece il rapporto
rischio/beneficio diventa,con l’avanzare dell’età, a favore sempre più della
terapia medica che di quella chirurgica.

Raccomandazione
13.24 Grado A 
L’endoarteriectomia carotidea è indicata sia a
cielo aperto che per eversione purché eseguita con tasso di complicanze gravi (morte, ictus)
perioperatorie inferiore al 3%.

Raccomandazione 13.25 Grado B 
È indicato che ogni centro valuti e
renda nota la propria incidenza di complicanze gravi (morte, ictus)
perioperatorie, che può condizionare l'indicazione all'intervento, specie nella
stenosi carotidea asintomatica.

Raccomandazione 13.26 Grado D 
Il controllo post-procedurale di qualità di risultato, che può portare all'identificazione e
all'eventuale riparazione di difetti in corso di procedura chirurgica carotidea, è
indicato in quanto si associa a significativa riduzione delle
complicanze maggiori peri-operatorie e post operatorie, compresa la restenosi e
l'ictus a distanza.

Raccomandazione 13.27 Grado A 
La terapia antiaggregante piastrinica, in assenza di controindicazioni,
è indicata in attesa e dopo la correzione
chirurgica della stenosi carotidea.

Raccomandazione 13.28 Grado D 
La correzione chirurgica
della restenosi o della recidiva di restenosi è indicata quando questa è di grado elevato e responsabile di una
sintomatologia neurologica chiaramente correlata.

Raccomandazione 13.29 Grado D 
Nel follow-up dopo chirurgia della carotide è
indicato un controllo precoce con eco-Doppler dei tronchi sovraortici
entro 3 mesi dall'intervento e poi, in assenza di significativa evolutività omo-
o controlaterale, a 6 mesi, a 1 anno e successivamente con cadenza annuale.
