Raccomandazione 14.1 Grado D 
Dopo la fase acuta dell'ictus è indicato
che il piano assistenziale sia realizzato in strutture specializzate da parte di
personale addestrato, tenendo conto delle esigenze a lungo termine del soggetto
colpito dall'evento cerebrovascolare acuto.

Sintesi 14-1
Le attività assistenziali a fini riabilitativi che si realizzano dopo un
ictus hanno caratteristiche distinte a seconda dell'epoca di intervento e
richiedono il contributo di operatori diversi, a seconda degli obiettivi
consentiti dalle condizioni cliniche, ambientali e delle risorse assistenziali
disponibili.

Sintesi 14-2
La scelta dei soggetti da destinare alle strutture assistenziali dedicate
alla fase post-acuta di un ictus è basata sulla probabilità del beneficio e
sulla disponibilità delle risorse.

Raccomandazione 14.2 *GPP 
È indicato costituire un'organizzazione
efficiente di operatori finalizzata all'assistenza del soggetto che ha subito un
ictus, attraverso la formazione di un team interprofessionale con
esperienza specifica che condivida i diversi approcci assistenziali.
Se le risorse disponibili lo consentono, è indicata la partecipazione sia di
operatori non medici (dell'area riabilitativa, infermieristica, psicologica e
sociale) sia di medici specialisti, coinvolti nella soluzione delle
problematiche correlate alla patologia cerebrovascolare, e di medici di medicina
generale, con il supporto di rappresentanti delle associazioni laiche.

Raccomandazione 14.3 Grado D 
È indicata l'identificazione dei fattori prognostici influenti sul recupero funzionale
per pianificare adeguatamente l'assistenza e l'impiego appropriato delle risorse disponibili.

Sintesi 14-3
L'età elevata non rappresenta un limite alle possibilità di recupero
funzionale del soggetto colpito da ictus, se non associata ad altri parametri
con valore predittivo sull'esito.

Sintesi 14-4
Il sesso femminile rappresenta un blando fattore prognostico sfavorevole sul
recupero. È descritto un più elevato rischio di istituzionalizzazione in soggetti di
sesso femminile, rispetto ai maschi coniugati, ma l'esistenza di una
correlazione causale tra questi due fattori non è supportata da alcuno studio
controllato.

Sintesi 14-5
I soggetti residenti in strutture sanitarie od assistenziali al momento
dell'evento ictale presentano un rischio particolarmente elevato di
compromissione ulteriore dell'autonomia.

Sintesi 14-6
La presenza di condizioni morbose non disabilitanti, nei soggetti che
subiscono un ictus, ha impatto sfavorevole sulla mortalità, ma non riduce
l'entità del recupero funzionale, influenzandone unicamente la latenza.

Sintesi 14-7
Le lesioni totali del circolo anteriore, siano esse destre o sinistre,
definite secondo la classificazione di Bamford, correlano con una più elevata
probabilità di disabilità residua grave, mentre non vi sono differenze
apprezzabili fra gli altri sottotipi, in termini di esito funzionale.

Raccomandazione 14.4 Grado D 
Nella valutazione dell'approccio riabilitativo è
indicato considerare la gravità del quadro clinico dell'ictus (coma all'esordio, incontinenza sfinterica,
persistenza di grave deficit) e la presenza di condizioni in grado di
influenzare negativamente il recupero dell'autonomia (alterazioni gravi del tono
muscolare, disfagia, emi-inattenzione, afasia globale).

Sintesi 14-8
Il coma all'esordio, la persistenza della perdita di controllo sfinterico e
la lunga durata della plegia rappresentano indicatori predittivi sfavorevoli nei
confronti del recupero dell'autonomia.

Sintesi 14-9
Una persistente flaccidità od una grave spasticità rappresentano condizioni
in grado di influenzare negativamente il recupero della motilità.

Sintesi 14-10
Una grave afasia condiziona negativamente il recupero dell'autonomia nelle
attività quotidiane.

Sintesi 14-11
L'emi-inattenzione spaziale influenza negativamente il recupero funzionale.

Sintesi 14-12
L’aprassia rappresenta un fattore prognostico negativo sul recupero
funzionale.

Sintesi 14-13
I pazienti disfagici presentano un rischio di polmonite oltre 3 volte
maggiore rispetto ai non disfagici, mentre tale rischio diventa altissimo nei
pazienti con aspirazione.

Sintesi 14-14
Gradi intermedi di perdita dell'autonomia e l'acquisizione del controllo del
tronco si associano ad una maggiore efficacia del trattamento riabilitativo.

Raccomandazione 14.5 Grado D 
Nella elaborazione del progetto riabilitativo, è
indicato effettuare un bilancio funzionale, utilizzando scale diffuse
e validate che considerino elementi specifici quali
il controllo del tronco.

Raccomandazione 14.6 Grado D 
Nella valutazione del paziente da sottoporre a trattamento riabilitativo è
indicato verificare precocemente l'eventuale esistenza di depressione
del tono dell'umore, utilizzando sia la valutazione clinica multidimensionale che scale
semiquantitative per la valutazione e il monitoraggio dei sintomi, anche per
limitare le possibili interferenze sfavorevoli sulla potenzialità del recupero.

Sintesi 14-15
Le tecniche di Risonanza Magnetica Funzionale consentono di valutare
l’attivazione di alcune aree cerebrali nella riorganizzazione funzionale che si
realizza dopo l’ictus e di registrare le variazioni indotte dagli approcci
riabilitativi.

Sintesi 14-16
Alla luce dei servizi garantiti dal Servizio Sanitario Nazionale,
l'estrazione socioeconomica del soggetto colpito da ictus non dovrebbe rivestire
un ruolo predittivo ai fini del recupero. La presenza di una rete di rapporti
familiari e sociali favorisce il rientro a domicilio e previene il decadimento
delle abilità funzionali nel lungo termine. Il coinvolgimento del caregiver
nella realizzazione di programmi terapeutici da realizzare dopo la dimissione e
la disponibilità di una valida organizzazione sanitaria e sociale territoriale
consentono di ridurre i tempi di degenza presso le strutture ospedaliere.

Sintesi 14-17
L'accesso ad unità assistenziali dedicate ai soggetti che hanno subito un
ictus, organizzate secondo un approccio interdisciplinare, influenza
favorevolmente la prognosi funzionale dopo l'ictus.

Raccomandazione 14.7 Grado
C 
È indicato iniziare il trattamento
riabilitativo il più presto possibile, non appena le condizioni generali del
paziente lo consentano.

Sintesi 14-18
Le attività sanitarie di riabilitazione sono realizzabili in una rete di
strutture assistenziali dedicate, differenziate in attività di riabilitazione
intensiva ed estensiva in relazione alla tipologia ed all'intensità
dell'intervento.

Raccomandazione 14.8 Grado C 
È indicato effettuare la riabilitazione
intensiva in una rete appositamente organizzata, che comprenda sia strutture
ospedaliere che particolari strutture assistenziali extraospedaliere comunque
dotate di specificità.

Raccomandazione 14.9 Grado C 
Nei soggetti con ictus e lieve disabilità residua, è indicato
pianificare l'attività di riabilitazione nelle strutture territoriali.

Raccomandazione 14.10 Grado B 
Non è indicato considerare età avanzata
e gravità clinica tra i fattori di esclusione per un trattamento riabilitativo
ospedaliero.

Raccomandazione 14.11 Grado A 
Nei soggetti con disabilità medio-lieve, in alternativa al ricovero
prolungato, è indicata la dimissione
precoce dalla struttura ospedaliera riabilitativa, supportata da un team
multidisciplinare esperto, operativo nella realtà territoriale, che agisca in
sinergia o sia costituito dallo stesso team attivo nel reparto di degenza.

Raccomandazione 14.12 *GPP 
È indicato che i servizi ospedalieri che
ricoverano i soggetti colpiti da ictus adottino protocolli e linee guida
locali di dimissione che prevedano di allertare precocemente il centro di riabilitazione intensiva o il
servizio territoriale di riferimento.

Raccomandazione 14.13 *GPP 
Prima della dimissione dalla struttura ospedaliera è
indicato assicurarsi che:

Raccomandazione 14.14 Grado D 
È indicato programmare un day
hospital riabilitativo per i pazienti che richiedono la prosecuzione del
trattamento con approccio intensivo e multidisciplinare (medico, fisioterapico,
logoterapico, cognitivo e occupazionale).

Raccomandazione 14.15 Grado D 
È indicata la prosecuzione del
trattamento riabilitativo presso i centri ambulatoriali di riabilitazione per i
pazienti nei quali è motivato l'intervento di un team interdisciplinare, ma non
è richiesto un approccio intensivo.

Raccomandazione 14.16 Grado D 
È indicata la riabilitazione domiciliare
quando si rende necessaria un'attività di addestramento rivolta al paziente ed
al caregiver per esercizi e mobilizzazioni autogestiti, per l'utilizzo di
ausili e protesi o per altre forme di terapia occupazionale di breve durata.

Raccomandazione 14.17 Grado A 
È indicato attivare programmi di terapia
occupazionale a livello territoriale al fine di limitare la progressione della
disabilità e migliorare le attività della vita quotidiana.

Raccomandazione 14.18 Grado C 
È indicato effettuare esercizi con
supervisione in fase cronica per mantenere e migliorare le abilità acquisite.
Anche l’esercizio autogestito senza supervisione ha una certa efficacia.

Raccomandazione 14.19 Grado D 
È indicato fornire ai caregiver
tutti gli ausili necessari per posizionare, trasferire e aiutare il paziente
minimizzando i rischi.

Raccomandazione 14.20 Grado D 
Prima della dimissione dall'ospedale è indicato
verificare le caratteristiche dell'abitazione del paziente, al fine di realizzare
gli adattamenti adeguati.

Raccomandazione 14.21 Grado B 
Entro un anno dall'ictus è indicata una valutazione dei pazienti
che vivono a casa, da parte di un team
multidisciplinare, per l'eventuale riprogrammazione di un piano di trattamento
riabilitativo.

Sintesi 14-19
L'ictus rappresenta una causa frequente di mortalità e disabilità in età
avanzata. Nel paziente anziano, la disabilità secondaria all'ictus spesso si
sovrappone a quella determinata dalla comorbosità.

Raccomandazione 14.22 Grado D 
È indicato che il team dedicato
all'assistenza territoriale controlli periodicamente (ogni sei mesi) il
mantenimento delle attività e la partecipazione sociale del soggetto anziano colpito da
ictus.

Raccomandazione
14.23 Grado D 
È indicato che i soggetti colpiti da
ictus siano sottoposti a controlli periodici delle condizioni cardiocircolatorie
e
metaboliche, incluse le eventuali variazioni di peso, per il controllo dei
fattori di rischio di danno cerebrovascolare ed adeguare il trattamento
farmacologico alle variazioni del quadro clinico oltre che dei parametri di laboratorio.

Raccomandazione 14.24 Grado D 
È indicato l’intervento riabilitativo
mirato a prevenire il degrado dell’autonomia a distanza dall’evento ictale
purché orientato sugli obiettivi riabilitativi più significativi (es.
locomozione).
L'intervento riabilitativo a distanza dall'evento ictale è
indicato in caso di deterioramento dello stato funzionale e deve essere
orientato su specifici obiettivi riabilitativi.

Raccomandazione 14.25 *GPP 
È indicato un programma a lungo termine
di realizzazione autonoma delle attività quotidiane, al fine di limitare il
deterioramento del livello di autonomia raggiunto con la riabilitazione intensiva od
estensiva.

Raccomandazione 14.26 *GPP 
Nell'iter riabilitativo del paziente anziano sono
indicati la valutazione ed il trattamento delle comorbosità, anche non
cardiovascolari.

Raccomandazione 14.27 Grado B 
È indicato che la riabilitazione del
paziente geriatrico con ictus sia coadiuvata da un processo di valutazione
multidimensionale geriatrica.

Raccomandazione 14.28 Grado D 
È indicata l'organizzazione in rete dei
servizi per l'anziano, ivi compresi quelli riabilitativi, sotto la guida
dell'Unità di Valutazione Geriatrica e con il coordinamento da parte del case
manager, che valuti i bisogni assistenziali del paziente e lo indirizzi al
servizio che, di volta in volta, meglio risponde alle sue necessità.

Sintesi
14-20
I pazienti in età molto avanzata sono spesso esclusi senza plausibile
giustificazione dai percorsi riabilitativi. Tale esclusione riduce fortemente le
possibilità di recupero e di mantenimento dell'autonomia funzionale.

Raccomandazione 14.29 *GPP 
Nel paziente in età avanzata è indicata
l'adozione di protocolli riabilitativi flessibili e, se necessario, di durata
maggiore rispetto a quelli utilizzati nei soggetti più giovani.

Sintesi 14-21
Gli obiettivi nutrizionali durante il periodo di riabilitazione del paziente
affetto da ictus sono finalizzati alla prevenzione e alla correzione di un
eventuale stato di malnutrizione per eccesso o per difetto.
L'impostazione del trattamento nutrizionale del paziente affetto da ictus in
fase riabilitativa richiede lo studio preliminare della deglutizione,
l'esecuzione di protocolli diagnostici per la valutazione dello stato
nutrizionale e del rischio nutrizionale, nonché l'attivazione di procedure per
garantire un'adeguata gestione nutrizionale del paziente durante il ricovero.
La copertura dei fabbisogni va raggiunta gradualmente, specie se il soggetto ha
affrontato un lungo periodo di digiuno e presenta uno stato nutrizionale
compromesso.

Raccomandazione 14.30 *GPP 
La riduzione graduale e costante nel tempo del peso corporeo
è indicata per tutti i soggetti sovrappeso
od obesi post-ictus; è indicato raggiungere
valori di indice di massa corporea <25 kg/m2 e di circonferenza vita
<88 cm nelle donne e <102 cm negli uomini o perlomeno ottenere un decremento
ponderale pari al 10%-15% del peso corporeo iniziale.

Raccomandazione 14.31 a Grado D 
È indicato che il paziente non disfagico
con stato di nutrizione normale sia alimentato per via orale con una dieta in
grado di soddisfare il fabbisogno nutrizionale adeguato all’età ed al sesso,
secondo quanto stabilito dai "Livelli di Assunzione Raccomandata di energia
e Nutrienti" (LARN).
È indicato utilizzare supplementi vitaminici
in presenza di iperomocisteinemia.
In presenza di patologie associate, si applicano le linee guida dietetiche
relative alle specifiche patologie.
Raccomandazione 14.31 b Grado D 
Nel soggetto non disfagico affetto da malnutrizione proteico-energetica, è
indicato aumentare gli l’apporto nutrizionale, in modo da correggere progressivamente
lo stato carenziale, eventualmente utilizzando integratori dietetici od alimenti
arricchiti.
Raccomandazione 14.31 c Grado B 
Nel soggetto con malnutrizione proteico-energetica e protratta ed
insufficiente assunzione dietetica, è
indicato considerare la nutrizione per mezzo di sondino
naso-gastrico o gastrostomia percutanea endoscopica (PEG).

Sintesi
14-22
Il trattamento dietetico della disfagia prevede l'uso di alimenti e bevande a
densità modificata, somministrati secondo quattro livelli progressivi: dieta
purea, dieta tritata, dieta morbida e dieta normale modificata.
La supplementazione con integratori dietetici è indicata nei casi in cui
l'assunzione alimentare è inadeguata.

Raccomandazione 14.32 a Grado C 
Nel soggetto disfagico in cui è appropriata l'alimentazione per via orale, è
indicato l'impiego della dieta progressiva per disfagia, che prevede
quattro livelli: dieta purea, dieta tritata, dieta morbida e dieta normale
modificata. La presenza di disfagia completa è un'indicazione per la nutrizione
artificiale attraverso sonda nasale o gastrostomia percutanea.
Raccomandazione 14.32 b *GPP 
È indicato che gli operatori del
servizio di ristorazione ospedaliera siano in grado di preparare cibi di consistenza modificata.

Sintesi 14-23
Al momento della dimissione il personale della struttura riabilitativa
fornisce al paziente ed ai familiari il programma dietetico, concordato in base
alle esigenze del paziente, ed informazioni pratiche finalizzate a favorire
un'adeguata copertura dei fabbisogni energetici, idrici e di nutrienti. I
familiari vanno informati ed addestrati sulle modalità di monitoraggio
domiciliare dello stato nutrizionale attraverso la rilevazione del peso corporeo
e dei consumi alimentari.

Raccomandazione 14.33 a *GPP 
È indicato informare i pazienti,
i caregiver ed i familiari sulle modalità di gestione
dell'alimentazione (modalità di preparazione ed arricchimento degli
alimenti, tecniche posturali ottimali, specifici ausili per la
somministrazione di alimenti).
Raccomandazione 14.22 b *GPP 
Al momento della dimissione è indicato
addestrare i familiari sul monitoraggio del peso corporeo e sulla
valutazione del giusto apporto nutrizionale.

Sintesi
14-24
L'informazione e l'educazione sulla malattia e sui giusti comportamenti da
tenere, se fatte con un linguaggio e con strumenti adeguati, in luoghi
strutturati e con tempi programmati, può essere utile in ogni fase della
malattia.
Sono necessari nuovi studi per individuare quale tipo di informazione e con
quali modalità è più corretto che sia effettuata.
Nella progettazione di questi studi è necessario coinvolgere i malati e i caregiver.

Raccomandazione 14.34 Grado A 
L'intervento educativo ed informativo porta risultati positivi migliora la
conoscenza della malattia ictus da parte dei pazienti e dei familiari. È
indicato realizzare questo tipo di intervento nel tempo con sedute periodiche
alle quali dovrebbe partecipare, oltre ai pazienti ed ai caregiver, il team
interdisciplinare.

Raccomandazione 14.35 Grado D 
È indicato creare opportunità di incontro
e programmarne modalità e tempi sin dall'inizio della fase acuta e comunque fino
al reinserimento sociale, quando possibile, favorendo l'incontro, la discussione
e la collaborazione.

Raccomandazione 14.36 Grado D 
È indicato programmare azioni dirette a
favorire l'educazione e la partecipazione del caregiver e del paziente
alle attività di cura, al fine di migliorare il benessere psichico del soggetto
colpito da ictus e facilitare il processo di riabilitazione.

Raccomandazione 14.37 Grado D 
È indicato fornire un recapito
telefonico, gestito da operatori competenti, destinato ai malati ed ai
familiari di pazienti colpiti da ictus, al fine di realizzare interventi
programmati e di fornire chiarimenti in caso di necessità.
