Raccomandazione
15.1 Grado C 
È indicato inserire nel progetto
riabilitativo utti i programmi specifici dedicati al recupero delle singole
attività compromesse dal danno cerebrovascolare. I programmi devono essere
aggiornati secondo l'evoluzione clinica e funzionale.

Raccomandazione 15.2 Grado D 
È indicato valutare la disabilità del
paziente prima e dopo il trattamento riabilitativo, mediante scale validate e di
uso comune, come il Barthel Index e la Functional Independence Measure (FIM).

Raccomandazione 15.3 Grado D 
Entro i primi giorni dall'ammissione a strutture riabilitative, è
indicato realizzare un bilancio delle condizioni cliniche e
funzionali del soggetto colpito da ictus e del contesto socio-sanitario nel
quale egli vive. Devono essere valutate l’autonomia ed i parametri relativi alle
abilità motorie e cognitive.

Raccomandazione 15.4 Grado D 
È indicato sottoporre tutti i soggetti
con problemi di comunicazione di ordine cognitivo od emotivo ad una valutazione neuropsicologica e comportamentale completa.

Raccomandazione 15.5 Grado D 
In ambito riabilitativo è indicato
definire obiettivi clinicamente rilevanti e comunque raggiungibili secondo una
definita sequenza temporale. Può essere utile confrontare i progressi ottenuti
con l’obiettivo prospettato. Gli obiettivi dovrebbero essere individuati
dall’intero team ma possono essere anche articolati nelle loro finalità
secondo le singole professionalità.

Raccomandazione 15.6 *GPP 
Nella pianificazione dell'intervento riabilitativo è
indicato definire le priorità del piano di trattamento in ragione
della gerarchia funzionale del recupero dell'autonomia e delle esigenze
assistenziali.

Raccomandazione
15.7 Grado C 
È indicato che il progetto riabilitativo
sia il prodotto dell'interazione tra il paziente e la sua famiglia ed un team
interprofessionale, coordinato da un esperto nella riabilitazione dell'ictus. Il
team deve riunirsi periodicamente per identificare i problemi attivi,
definire gli obiettivi riabilitativi più appropriati, monitorare i progressi e
pianificare la dimissione.

Raccomandazione 15.8 *GPP 
È indicato vagliare la disponibilità
delle risorse da distribuire per la durata del periodo da dedicare al recupero
funzionale, prima di proporre il programma riabilitativo, onde accertarne la
fattibilità.

Raccomandazione 15.9 Grado D 
Quando il progetto riabilitativo comprende tecniche compensatorie
è indicato prevedere il ricorso a presidi,
quali ortesi ed ausili, verificandone la possibilità di impiego da parte del
paziente.

Raccomandazione 15.10 Grado D 
È indicato programmare controlli
longitudinali per verificare il raggiungimento degli obiettivi sulla base della
previsione del tempo necessario all'ottenimento dei risultati attesi e valutare
l'autonomia raggiunta dal paziente nelle attività della vita quotidiana
utilizzando il Barthel Index o la Functional
Independence Measure (FIM)

Raccomandazione 15.11 *GPP 
Per migliorare qualità, efficienza ed appropriatezza dell'intervento
riabilitativo è indicata l'adozione, da
parte del servizio, di un sistema di verifica e revisione della qualità (VRQ)
e, se possibile, di procedure che portino alla certificazione ISO o comunque
all’accreditamento.

Raccomandazione 15.12 Grado B 
È indicato fornire informazioni che
tengano conto dei bisogni di ogni persona; tali informazioni devono essere
disponibili per i pazienti e le loro famiglie nelle modalità più agevoli per
comprenderle. Per facilitare l'assistenza, ai soggetti malati ed a chi li
assiste dovrebbero essere offerti programmi educativi che facilitino la
collaborazione nelle azioni di recupero.

Raccomandazione
15.13 Grado D 
Il piano di dimissione dalla struttura ospedaliera dopo la fase acuta
deve fornire alle strutture (ospedaliere o
territoriali) che accoglieranno il paziente, una stima della prognosi funzionale
oltre a tutte le informazioni utili a mantenere la continuità assistenziale.

Sintesi 15-1
Per quanto riguarda il ruolo dei farmaci nel processo di riabilitazione, è
in corso di valutazione l'azione di alcuni farmaci che potrebbero potenziare le
attività finalizzate al recupero dopo un ictus. È altresì da valutare
accuratamente il possibile effetto negativo che alcuni farmaci hanno sul
processo di recupero.

Raccomandazione 15.14 Grado A 
Al momento non è indicato l’utilizzo di
farmaci psicostimolanti o dopaminergici per favorire il recupero.

Raccomandazione 15.15 Grado A 
È indicato che gli operatori attivi nei
servizi dedicati ai soggetti colpiti da ictus, abbiano competenza nel
trattamento delle malattie cerebrovascolari, nella loro riabilitazione, sia a
livello ospedaliero che territoriale, utilizzando protocolli concordati di
trattamento, programmi informativi e di aggiornamento per gli operatori
sanitari, i malati ed i caregiver.

Raccomandazione 15.16 *GPP 
È indicato che i servizi dedicati alle
malattie cerebrovascolari considerino le diverse esigenze assistenziali dei
soggetti colpiti da ictus in rapporto alle differenti fasce d'età.

Raccomandazione 15.17 Grado D 
È indicato confrontare i risultati del
processo assistenziale con quelli del progetto riabilitativo e con gli obiettivi
a breve e lungo termine, relativamente al lavoro complessivamente svolto dal team e dei singoli operatori professionali.

Sintesi 15-2
La condizione di immobilità e le limitazioni funzionali che si realizzano
nella fase acuta dell'ictus possono indurre un danno secondario e terziario,
intesi come menomazioni strutturali o funzionali che compromettono le
possibilità di recupero.

Raccomandazione 15.18 Grado C 
Nei primi giorni dopo l'evento ictale è indicato
che gli operatori della struttura destinata alla fase di acuzie attuino un
protocollo di intervento che tenga conto dello stato di coscienza, delle residue
abilità cognitive, della possibilità di deglutire, dell’efficienza comunicativa,
dello stato nutrizionale, del rischio di decubiti oltre che delle esigenze del
paziente in rapporto alle limitazioni dell’attività motoria.

Raccomandazione 15.19 Grado A 
Entro la prima settimana dal ricovero è indicato
attivare il team cui compete l'assistenza riabilitativa.

Raccomandazione 15.20 Grado A 
È indicato che il paziente sia sottoposto
a trattamento intensivo, compatibilmente con la propria situazione clinica e con
le potenzialità della struttura di ricovero, articolando il programma sulla base
della disponibilità dei diversi operatori (fisioterapisti, logopedisti,
neuropsicologi, terapisti occupazionali ed infermieri).

Sintesi 15-3
Il ripristino delle attività abituali del soggetto colpito da ictus si basa
sui processi di recupero intrinseco e compensatorio. I dati attualmente
disponibili non consentono di documentare una maggiore efficacia di alcune
metodiche rieducative rispetto ad altre. Sono per questo incoraggiati studi
clinici controllati relativi ai singoli trattamenti riabilitativi.

Raccomandazione 15.21 Grado C 
È indicato che i familiari del soggetto
colpito da ictus siano adeguatamente informati sulle possibili conseguenze
dell'ictus, in primo luogo motorie, ma soprattutto in termini di deterioramento
cognitivo, disturbi psichici, ed eventuale incontinenza sfinterica oltre che
sulle strutture locali e nazionali delle quali il paziente può fruire.

Raccomandazione
15.22 Grado C 
È indicato il coinvolgimento degli
operatori sociali per meglio articolare la disponibilità delle risorse oltre che
per attenuare lo stress dei familiari del soggetto colpito da ictus.

Raccomandazione 15.23 Grado C 
È indicato che ogni paziente ancora
disabile a distanza di sei mesi o più da un ictus sia ri-valutato da un team
multidisciplinare per definire le ulteriori concrete esigenze riabilitative, a
cui può corrispondere un trattamento appropriato.

Raccomandazione 15.24 Grado C 
È indicato tenere in particolare
considerazione e valutare attentamente i soggetti con grave lesione
cerebrovascolare, per definire le possibilità di recupero ed identificare il
percorso assistenziale più vantaggioso, all’interno delle strutture ospedaliere
o nel territorio.

Raccomandazione 15.25 Grado B 
Durante tutta la degenza ospedaliera sono indicati
il posizionamento (igiene posturale) e la mobilizzazione segmentaria degli arti
del paziente con ictus, per ridurre il rischio individuale delle più frequenti
complicanze (contratture, infezioni delle vie respiratorie, spalla dolorosa e
decubiti).

Raccomandazione 15.26 Grado B 
È indicato stimolare ed incoraggiare il
paziente con ictus alla partecipazione alle attività quotidiane oltre a
promuoverne, quando possibile, l’affrancamento dal letto (verticalizzazione
precoce), attraverso l'acquisizione dell'allineamento in posizione seduta entro
il terzo giorno, se non sussistono controindicazioni.

Sintesi 15-4
La rieducazione del controllo posturale e della deambulazione beneficia
dell'intervento riabilitativo precoce. Non è documentata la superiorità di
alcuni approcci su altri nel raggiungere questo obiettivo. Limitate evidenze
sembrano suggerire un vantaggio di tecniche orientate all'apprendimento di
sequenze motorie nel contesto abituale del paziente.

Raccomandazione
15.27 Grado C 
È sempre indicato
attivare un programma di riabilitazione precoce dell'arto superiore paretico entro i
primi tre mesi.

Sintesi 15-5
Il recupero funzionale dell'arto superiore rappresenta un obiettivo a breve e
medio termine del progetto riabilitativo. Per il recupero sono globalmente
indicate tecniche di integrazione sensitivo-motoria. Benché non esistano
evidenze a supporto della superiorità di un approccio riabilitativo rispetto ad
altri, recenti metanalisi e studi di riorganizzazione corticale
trattamento-correlata attribuiscono un valore aggiunto a protocolli intensivi
e/o ad approcci rieducativi compito-specifici.

Raccomandazione 15.28 Grado D 
L’impiego della motor imagery è complementare
agli approcci neuromotori tradizionali dedicati al recupero dell’arto superiore.

Sintesi 15-6
Approcci riabilitativi che incorporano la motor imagery si sono
rivelati efficaci nel migliorare la performance motoria dell’arto
superiore paretico, tuttavia l’evidenza a supporto del loro impiego è affidata a
studi su campioni poco numerosi e metodologicamente disomogenei.
Non ci sono sufficienti evidenze per raccomandare l’impiego della motor
imagery nella riabilitazione del controllo posturale e del cammino.

Sintesi 15-7
L’integrazione di strumenti robotici nelle tecniche della riabilitazione
motoria dell’arto superiore consente di incrementare l’intensità del
trattamento. Le evidenze a supporto della maggiore efficacia di tecniche
integrate rispetto a quelle tradizionali sono ancora scarse. Sono sollecitati
studi. Mancano indicazioni sul rapporto costo-beneficio.

Sintesi
15-8
Il trattamento dell'afasia è mirato a:
- recuperare la capacità di comunicazione globale, di
comunicazione linguistica, di lettura, di scrittura e di calcolo;
- promuovere strategie di compenso atte a superare i
disordini di comunicazione;
- addestrare i familiari alle modalità più valide di
comunicazione.
Le modalità di trattamento dell'afasia più frequentemente
utilizzate sono:
- approcci mirati al controllo di disturbi specifici;
- modalità di reintegrazione del processo linguistico
secondo i modelli cognitivi più condivisi;
- trattamenti stimolo-risposta.

Raccomandazione 15.29 *GPP 
Nella presa in carico logopedica è indicato
assicurarsi la motivazione e la costante collaborazione del paziente e dei
familiari.

Raccomandazione 15.30 Grado D 
In presenza di disturbi del linguaggio è indicata
la presa in carico logopedica al fine di garantire una dettagliata valutazione
ed un trattamento adeguato.

Raccomandazione 15.31 Grado B 
È indicato che il trattamento logopedico
sia condotto secondo l'approccio ritenuto più appropriato sulla base delle
caratteristiche del paziente e delle competenze degli operatori.

Raccomandazione
15.32 Grado C 
In presenza di disturbi settoriali e persistenti del linguaggio, come il
disturbo selettivo di
lettura, è indicato un approccio specifico.

Sintesi
15-9
Il deficit dell'orientamento spaziale e dell'attenzione comporta un
peggioramento degli esiti funzionali di un soggetto colpito da ictus.
Il trattamento dell'emi-inattenzione è mirato a migliorare le capacità di
esplorazione sensoriale sia per lo spazio personale che peri-personale.
Le modalità utilizzate per il trattamento dell'emi-inattenzione sono basate su
addestramenti specifici ed approcci mirati ad incrementare il livello attentivo
generale.

Raccomandazione 15.33 Grado A 
È indicato il trattamento dei disturbi
dell'orientamento spaziale dell'attenzione con metodiche selettive di
addestramento.
Sono necessarie ulteriori verifiche a supporto dell'adozione di procedure basate
sull'uso di prismi o della stimolazione vestibolare.

Sintesi 15-10
Il trattamento dell'aprassia è mirato a recuperare la capacità di
programmare il gesto attraverso modalità stimolo-risposta o reintegrazione del
gesto secondo i modelli cognitivi più condivisi o con approcci di tipo
ecologico.

Raccomandazione 15.34 Grado C 
Nei soggetti nei quali persiste un disturbo aprassico dopo la fase acuta,
è indicato attuare un programma di trattamento riabilitativo
specifico per l'aprassia bucco-facciale o per le diverse forme di aprassia che
interessano gli arti.

Sintesi 15-11
I dati disponibili derivanti da due revisioni Cochrane non consentono di
trarre conclusioni sull'efficacia del trattamento mirato a potenziare le
prestazioni attentive e mnesiche nei pazienti con patologia cerebrovascolare.

Raccomandazione
15.35 *GPP 
In presenza di disturbi dell'attenzione evidenti nella fase acuta
dell'ictus sono
indicate strategie di potenziamento delle prestazioni
attentive.

Raccomandazione 15.36 *GPP 
In presenza di disturbi della memoria dopo l’ictus è
indicato il ricorso ad ausili (agende, orologi, ecc.) che
facilitino le attività della vita quotidiana oltre all’impiego di
farmaci. Non è invece motivato un programma strutturato di
riabilitazione cognitiva delle prestazioni di memoria.

Raccomandazione 15.37 *GPP 
Prima di eseguire un bilancio cognitivo e realizzare un programma di
riabilitazione neuropsicologica è indicato
assicurarsi la motivazione e la costante collaborazione del paziente, istruire
adeguatamente i familiari e garantirsi un'efficiente collaborazione da parte di
tutto il team riabilitativo.

Raccomandazione 15.38 *GPP 
In presenza di disartria, sono indicate
una valutazione foniatrica e logopedica finalizzate alla definizione diagnostica
ed alla identificazione di obiettivi e strategie di trattamento.

Sintesi 15-12
I dati disponibili derivanti da una revisione Cochrane non consentono di
trarre conclusioni sull’efficacia o sull’inefficacia del trattamento logopedico
della disartria a causa dell’assenza di studi randomizzati controllati o di
buona qualità. Sono necessarie ulteriori verifiche sperimentali finalizzate
anche a identificare il timing dell’intervento riabilitativo l’efficacia delle
tecniche riabilitative adottate, l’impatto qualitativo del trattamento e una
idonea misurazione psicometrica dell’esito, comprensiva del livello di
partecipazione per valutare eventuali restrizioni comunicative.

Sintesi
15-13
L'impiego di tecniche di integrazione sensitivo-motoria, agopuntura e
stimolazione elettrica transcutanea (TENS), è basato sui risultati ottenuti in
ambito sperimentale piuttosto che clinico. Non sono evidenziabili vantaggi
aggiuntivi derivanti dall'associazione di elettrostimolazione (FES, TENS) o
agopuntura a trattamenti chinesiterapici. L'utilizzo di queste tecniche può
essere considerato in casi particolari per il controllo di sindromi dolorose.

Raccomandazione 15.39 *GPP 
L'impiego di tecniche di agopuntura e stimolazione elettrica transcutanea, da
sole o in associazione al trattamento fisioterapico, per il trattamento di
sindromi dolorose, con la sola eccezione delle sindromi dolorose della spalla, è
indicato solo nell'ambito di studi clinici controllati.

Raccomandazione 15.40 Grado C 
L'utilizzo della stimolazione elettrica transcutanea è
indicato solo per il controllo di sindromi dolorose della spalla
omolaterale alla plegia ed in casi attentamente valutati.

Raccomandazione 15.41 Grado C 
Nella fase acuta e nella fase post-acuta è indicato
ricercare quali possano essere i fattori potenzialmente responsabili di una
sindrome dolorosa cronica dell'arto superiore.

Sintesi 15-14
Non sono al momento documentabili sicuri benefici ottenuti da approcci
chinesiterapici nel trattamento della spalla dolorosa dopo l'ictus.
L'elettrostimolazione consente di ottenere un miglioramento dell'escursione
articolare scapolo-omerale senza un persistente beneficio sulla disabilità
focale.

Raccomandazione
15.42 a Grado B 
Nei primi giorni dopo l'ictus è indicata
una tempestiva valutazione del rischio di aspirazione, da parte di personale
addestrato.
In presenza di un disturbo della deglutizione è opportuno l'intervento di un
logopedista e l'adozione di misure idonee da parte del team assistenziale.
Raccomandazione 15.42 b Grado D 
È indicato prevenire la condizione di
malnutrizione che può conseguire alla disfagia mediante misure di nutrizione
entrale per sondino naso-gastrico o gastrostomia percutanea.
Raccomandazione 15.42 c Grado D 
È indicato valutare attentamente la
tempistica dello svezzamento dalla nutrizione enterale nei soggetti con indici
prognostici favorevoli ed eseguirlo con modalità standardizzata e con
monitoraggio clinico, videofluoroscopico e/o endoscopico, eseguito da personale
specializzato.
Raccomandazione 15.42 d Grado D 
In tutte le fasi dello svezzamento dalla nutrizione parenterale,
è indicato mantenere costante, un adeguato
apporto calorico nutrizionale (soprattutto proteico) ed idrico.

Raccomandazione 15.43 *GPP 
È indicato che le unità assistenziali
attivino protocolli predefiniti per gestire le condizioni di incontinenza o
ritenzione urinaria e fecale. La valutazione del paziente incontinente è
un'attività di nursing che inizia, con le relative misure assistenziali,
fin dal momento del ricovero. I protocolli adottati devono prevedere le
condizioni di impiego del catetere, della necessità di una valutazione
urodinamica e della funzionalità anorettale, dei presidi da utilizzare sia
durante la degenza che dopo la dimissione, senza trascurare gli eventuali
impedimenti all'attività sessuale.

Raccomandazione
15.44 Grado C 
Nei soggetti con incontinenza vescicale persistente è
indicata una valutazione clinico-funzionale specialistica,
comprensiva di esame urodinamico, al fine di programmare una rieducazione alla
minzione volontaria.

Raccomandazione 15.45 Grado B 
È indicato valutare la necessità di
ausili sulla base del progetto riabilitativo individuale. Gli ausili dovrebbero
essere forniti prima possibile anche in base alle necessità e aspettative del
paziente e della famiglia.

Raccomandazione 15.46 *GPP 
Prima del rientro a domicilio del soggetto colpito da ictus, è
indicato realizzare gli adattamenti ambientali consigliati.

Raccomandazione 15.47 *GPP 
Nella fase post ospedaliera è indicato
attivare tutte le risorse territoriali mirate a potenziare il recupero e
facilitare il reinserimento nell'ambiente sociale, tenendo conto delle
indicazioni formulate dal team che ha gestito la fase post-acuta.

Raccomandazione 15.48 Grado B 
È indicato incoraggiare i pazienti che
hanno avuto un ictus e che in precedenza lavoravano, a ritornare, se le
condizioni del recupero lo permettono, alla loro occupazione. Se necessario, il
paziente dovrebbe poter disporre di una valida consulenza in merito alle varie
possibilità di reinserimento professionale.

Sintesi
15-15
I pazienti possono presentare, oltre ai postumi dell'evento cerebrovascolare,
altri disturbi, come comorbosità preesistenti o complicazioni dell'evento
ictale (spasticità, depressione, malnutrizione, patologie articolari e/o
dolorose, cadute…). Tali disturbi, nei pazienti con postumi di ictus, non
devono essere considerati ineluttabili, ma devono essere adeguatamente valutati
e trattati, in quanto altrimenti possono condizionare negativamente il processo
riabilitativo.

Raccomandazione
15.49 Grado B 
Nel trattamento focale della spasticità, in associazione agli interventi
riabilitativi previsti (fisioterapici), è indicato
l'impiego della tossina botulinica, a livello dell'arto inferiore o superiore,
dopo aver valutato la risposta o la tollerabilità degli antispastici
somministrati per via orale.

Raccomandazione
15.50 Grado B 
È indicato consigliare esercizi di
rinforzo a resistenza progressiva per migliorare le prestazioni motorie dopo
ictus.

Raccomandazione 15.51 Grado D 
Tra i soggetti che hanno ripreso a camminare dopo un ictus, è
indicato:
- identificare i pazienti a rischio di cadute,
- attuare un trattamento riabilitativo specifico,
- adottare modifiche ambientali per prevenire le cadute, attraverso la
facilitazione dell'accessibilità ai servizi igienici, il miglioramento
dell'illuminazione, il trattamento con prodotti adeguati dei pavimenti
scivolosi ed il potenziamento delle misure di sorveglianza.

Raccomandazione
15.52 Grado B 
È indicato che il progetto riabilitativo
comprenda interventi per migliorare la forma cardiovascolare.

Raccomandazione 15.53 *GPP 
Benché non esistano evidenze a supporto dell'efficacia di un approccio
riabilitativo atto a migliorare i deficit attentivi e mnesici, considerato il
grave impatto funzionale del deterioramento cognitivo, nei pazienti con ictus è
indicato il ricorso ad approcci basati sullo sfruttamento delle
abilità residue e sull'adeguato addestramento del caregiver.

Raccomandazione 15.54 a *GPP 
Nella fase precoce post-ictale è indicato
attuare il corretto posizionamento della spalla, impiegando supporti morbidi ed
astenendosi da manovre di trazione della spalla plegica.
Raccomandazione 15.54 b *GPP 
Se si ipotizza una sublussazione della spalla, dopo la fase acuta dell’ictus,
è indicato eseguire uno studio radiologico.
Raccomandazione 15.54 c Grado D 
In caso di sublussazione della spalla è indicata
la prescrizione di un supporto per la spalla oltre alla Stimolazione Elettrica
Funzionale (FES) a livello del deltoide. Tale approccio dovrebbe essere
realizzato precocemente per prevenire l’evoluzione della sublussazione e la
persistenza di dolore.
Raccomandazione 15.54 d Grado D 
In presenza di una rilevante sintomatologia dolorosa a livello della spalla,
è indicata la possibilità di
un'infiltrazione con corticosteroidi.

Raccomandazione
15.55 Grado C 
Nei casi di persistente sindrome dolorosa centrale è
indicato un trattamento antidolorifico con antiepilettici (gabapentin,
carbamazepina o pregabalin), o con triciclici (amitriptilina) personalizzando il
dosaggio.

Raccomandazione 15.56 *GPP 
È indicato introdurre nella cartella
clinica una valutazione dello stato nutrizionale, che dovrebbe seguire il
paziente durante le diverse fasi della degenza, in quanto le esigenze
nutrizionali mutano nel tempo.
Taluni parametri mutuati dalla cartella nutrizionale dovrebbero essere inseriti
tra le variabili utilizzate negli studi di prognosi.

Raccomandazione 15.57 Grado D 
In pazienti con ictus obesi o cardiopatici
è indicata una valutazione ossimetrica e polisonnografica per valutare
la presenza di apnee notturne.
In questi casi è necessario realizzare un programma di riduzione del peso,
l’abolizione degli alcolici, il trattamento dell’ostruzione ed evitare la
posizione supina notturna. In caso di persistenza di apnee notturne, dopo
l’adozione delle misure citate, dovrebbe essere consigliata l’applicazione della
pressione positiva continua (CPAP) notturna, se tollerata dal paziente.
