Raccomandazione 16.1 Grado C 
L’impiego di benzodiazepine e neurolettici non
è indicato, se non in casi selezionati, nel trattamento dei
disturbi psichiatrici post-ictali, in quanto potrebbero condizionare il
recupero funzionale.

Sintesi 16-1
Un episodio depressivo che insorge entro 6-12 mesi dopo un ictus è
evento frequente. Si stima che un disturbo dell'umore si verifichi in
circa un terzo dei sopravvissuti, anche se esiste una notevole variabilità
fra studio e studio, legata a problematiche diagnostico-metodologiche.

Sintesi 16-2
Formulare una diagnosi di depressione post-ictus richiede attenzione,
in quanto esiste un elevato rischio di sovrastima e di sottostima
diagnostica, in parte attribuibile alla presenza di sintomi somatici ed
in parte alle differenti modalità di approccio degli esaminatori.

Sintesi 16-3
Disturbi neuropsicologici quali afasia, anosognosia, emidisattenzione
e deterioramento cognitivo possono influire sia sulla possibilità di
comunicazione sia sull'attendibilità delle risposte dei pazienti con
depressione post-ictus.

Raccomandazione 16.2 Grado C 
Per la diagnosi clinica di depressione post-ictus è
indicato, oltre al DSM-IV-TR, abitualmente utilizzato per la
classificazione dei disturbi dell'umore, un approccio clinico
multidimensionale (colloquio con il paziente, con i familiari, personale
non medico, test e scale specifici).

Sintesi 16-4
Le comuni scale di derivazione psichiatrica si sono dimostrate
equivalenti nel valutare la presenza di depressione post-ictus.

Raccomandazione
16.3 Grado C 
È indicato utilizzare le scale
di valutazione di derivazione psichiatrica essenzialmente per la
quantificazione ed il monitoraggio dei sintomi della depressione
post-ictus.

Sintesi 16-5
Attualmente esiste una sola scala specifica per la valutazione della
depressione post-ictus, la Post-Stroke Depression Rating Scale (PSDRS).

Raccomandazione 16.4 Grado D 
È indicato ricercare la presenza
di depressione post-ictus anche nei pazienti afasici, utilizzando
criteri di valutazione clinica e strumenti non verbali.

Raccomandazione 16.5 *GPP 
È indicato ricercare la
possibile presenza di depressione post-ictus sia nella fase acuta che in
quelle successive, allo scopo di ridurre la disabilità del soggetto, il
carico sul caregiver ed i costi della malattia.

Sintesi 16-6
I pazienti con depressione post-ictus presentano, rispetto ai
pazienti con depressione funzionale, una minore melanconia ma più segni
fisici di depressione (astenia, disturbi del sonno, di concentrazione,
dell'appetito, etc.). Inoltre essi lamentano generalmente molti più
sintomi somatici rispetto ai pazienti con postumi di ictus ma non
depressi.

Sintesi 16-7
Nel caso della depressione post-ictus la distinzione tra depressione
maggiore e minore non è universalmente accettata.

Sintesi
16-8
L'eziopatogenesi della depressione post-ictus è verosimilmente
multifattoriale. Le persone di sesso femminile, con precedenti
psichiatrici e/o cerebrovascolari, con scolarità elevata, con marcata
disabilità e con problematiche familiari e sociali sono più esposte al
rischio di depressione. La probabilità di sviluppare depressione cresce
in maniera esponenziale con l’aumentare dei fattori di rischio.

Sintesi 16-9
Secondo recenti metanalisi, che pure risentono dell'estrema
eterogeneità degli studi sull'argomento, il rischio di depressione
post-ictus non è associato alla sede della lesione cerebrale, mentre
l’inclusione o meno dei pazienti afasici in molti studi ha contribuito a
fornire evidenze contrastanti.

Sintesi 16-10
L'insorgenza dei sintomi depressivi dopo un ictus non è
significativamente dissimile da quella che si osserva dopo infarto
miocardico.

Sintesi 16-11
La depressione post-ictus aumenta il rischio di mortalità sia a
breve che a lungo termine dopo l'evento ictale.

Sintesi 16-12
La depressione post-ictus rappresenta un fattore prognostico
sfavorevole sullo stato funzionale del paziente sia a breve che a lungo
termine.

Sintesi 16-13
Un trattamento antidepressivo può influenzare positivamente il
recupero funzionale, ma non annullare l’impatto sfavorevole della
depressione post-ictus sullo stesso. I pazienti con depressione
post-ictus non trattati con antidepressivi presentano una prognosi
riabilitativa peggiore rispetto a quelli trattati.

Sintesi 16-14
La depressione post-ictus aumenta il rischio di cadute del paziente e
ne peggiora la qualità di vita.

Sintesi 16-15
La depressione post-ictus è tuttora un disturbo largamente non
trattato, anche se ormai esistono evidenze che i farmaci antidepressivi
possono essere utilizzati anche in pazienti con patologie organiche.

Raccomandazione
16.6 Grado C 
Qualora si evidenzi un quadro di depressione post-ictus, è
indicato iniziare precocemente un trattamento antidepressivo,
anche per ridurne l'impatto sfavorevole sull'attività riabilitativa.

Raccomandazione 16.7 Grado C 
Per il trattamento farmacologico della depressione post-ictus è
indicato utilizzare gli inibitori selettivi della
ricaptazione della serotonina (SSRI) per il loro miglior profilo di
tollerabilità.
| *GPP |
Si ritiene utile prolungare il trattamento
farmacologico della depressione post-ictus per almeno 4-6 mesi.
|

Sintesi 16-16
L'utilizzo di farmaci SSRI non è risultato associato ad un aumentato
rischio di emorragia cerebrale.

Raccomandazione 16.8 Grado A 
Allo stato attuale non è indicato un
trattamento farmacologico o psicoterapico pre prevenire l'insorgenza
della depressione post-ictus.

Sintesi 16-17
Il termine depressione vascolare denota i disturbi depressivi
riscontrabili in pazienti anziani con segni di compromissione cerebrale
vascolare.

Sintesi 16-18
Sintomi depressivi si riscontrano più frequentemente nei pazienti
con demenza vascolare rispetto ai pazienti con demenza di Alzheimer.

Sintesi 16-19
Un disturbo d'ansia è di frequente riscontro dopo l'ictus, con una
prevalenza media intorno al 20%-28% dei casi.

Sintesi 16-20
Un disturbo ansioso può aggravare il decorso della depressione e
peggiorare lo stato funzionale.

Sintesi 16-21
La malattia cerebrovascolare comporta un aumento del rischio di
decadimento cognitivo.

Sintesi 16-22
La demenza vascolare rappresenta la seconda più frequente forma di
decadimento cognitivo cronico. Circa il 20%-25% dei casi di demenza è
dovuto alle malattie cerebrovascolari.

Sintesi 16-23
I dati sulla prevalenza fanno ritenere che esistano, attualmente, in
Italia, circa 150·000 soggetti affetti da demenza di origine vascolare.

Sintesi 16-24
I dati di incidenza fanno ritenere che in Italia circa 40·000 nuovi
soggetti si ammalino di demenza vascolare ogni anno.

Sintesi
16-25
La demenza vascolare è un fattore prognostico fortemente
sfavorevole, presentando un aumento del tasso di mortalità sia rispetto
alla popolazione generale sia in confronto a soggetti affetti da demenza
degenerativa.

Sintesi 16-26
Sono fattori di rischio primari per la demenza vascolare:
- ipertensione arteriosa;
- età;
- fibrillazione atriale;
- diabete mellito;
- infarto miocardico;
- fumo e alcool.

Sintesi 16-27
Sono fattori di rischio secondari per la demenza vascolare:
- un basso livello di scolarità
- il riscontro dell'allele epsilon-4 del gene
ApoE

Sintesi 16-28
Sono fattori neuro-radiologici predittivi per la demenza vascolare:
 | la presenza di infarti bilaterali, multipli, localizzati
nell'emisfero dominante e nelle strutture fronto- e meso-limbiche; |
 | le alterazioni della sostanza bianca con estensione delle lesioni
periventricolari e confluenza di quelle profonde.
|

Sintesi 16-29
Sulla base degli attuali criteri diagnostici la demenza vascolare è
caratterizzata dalla presenza di deficit cognitivi (memoria, capacità
strategiche, flessibilità mentale) associati ad un quadro clinico e
neuroradiologico suggestivi di malattia cerebrovascolare, possibilmente
temporalmente correlati.

Raccomandazione 16.9 Grado C 
Poiché i disturbi della memoria non sono prevalenti nella demenza
vascolare è indicato esplorare
anche le funzioni esecutive.

Sintesi
16-30
La demenza vascolare comprende i quadri:
- multinfartuale;
- da singoli infarti strategici;
- da malattia dei piccoli vasi cerebrali;
- da ipoperfusione;
- emorragica;
- su base genetica

Sintesi 16-31
La demenza vascolare sottocorticale è definita dalla presenza di una
sindrome cognitiva, caratterizzata da sindrome disesecutiva e deficit
della memoria, e dalla malattia cerebrovascolare evidente alle
neuroimmagini e caratterizzata da relativi segni neurologici di
patologia pregressa (inclusi i disturbi della marcia).

Sintesi 16-32
La CADASIL è una malattia genetica che può evolvere verso una forma
di demenza vascolare sottocorticale.

Raccomandazione 16.10 Grado A 
La ricerca di una mutazione del gene NOTCH 3
è indicata per la diagnosi di CADASIL. 
Sintesi 16-33
Frequenze di mutazioni diverse a carico dei vari esoni del CADASIL
sono state riportate in varie regioni italiane; nel nostro Paese
sembrano particolarmente frequenti quelle a carico degli esoni 11, 3, 4,
8, 6, 19. In tutti gli altri Paesi le mutazioni prevalenti sono a carico
degli esoni 4, 3 e 11, con frequenze diverse.

Raccomandazione 16.11 Grado A 
La biopsia di cute con indagine morfologica ultrastrutturale è
indicata nei pazienti sintomatici per sospetto CADASIL
(specificità 100%, sensibilità inferiore al 50%) laddove il test
genetico non sia effettuabile.

Raccomandazione 16.12
*GPP 
Per la valutazione del decadimento cognitivo di natura vascolare
è indicato l’approccio basato sui
criteri del NINDS-AIREN.

Sintesi 16-34
I criteri per la diagnosi di demenza vascolare non sono
intercambiabili: la frequenza più elevata di diagnosi di demenza
vascolare è raggiunta adoperando i criteri DSM-IV-TR, che risultano
essere i più inclusivi; la frequenza più bassa si ottiene adoperando i
criteri National Institute of Neurological Disorders and Stroke -
Association Internationale pour la Recherche et l'Enseignement en
Neurosciences (NINDS-AIREN), i più restrittivi.

Sintesi 16-35
I criteri Alzheimer's Disease Diagnostic and Treatment Centers
(ADDTC) insieme allo Hachinski Ischemic Score (HIS) risultano
essere i più sensibili per la diagnosi di demenza vascolare. I criteri
National Institute of Neurological Disorders and Stroke -
Association Internationale pour la Recherche et l'Enseignement en
Neurosciences (NINDS-AIREN), associati allo Hachinski Ischemic Score (HIS), i più specifici.

Sintesi 16-36
Allo Hachinski Ischemic Score, le caratteristiche distintive
della demenza vascolare sono l'andamento fluttuante, la progressione
"a gradini", una storia di ipertensione e di ictus, e la
presenza di segni neurologici focali.

Raccomandazione 16.13 *GPP 
Lo Hachinski Ischemic Score
non è indicato come strumento unico
per la diagnosi di demenza vascolare.

Sintesi
16-37
Il termine di demenza mista indica i casi che presentano una
sovrapposizione dei criteri per la demenza vascolare e di quelli per la
malattia di Alzheimer. Secondo i criteri NINDS-AIREN, il termine di
demenza mista dovrebbe essere sostituito da quello di malattia di
Alzheimer con cerebrovasculopatia, indicando con questo termine i casi
di malattia di Alzheimer possibile con evidenza clinica e strumentale di
cerebrovasculopatia.

Sintesi 16-38
Il concetto di deterioramento cognitivo vascolare (VCI: Vascular
Cognitive Impairment) è stato introdotto per definire i casi con
deficit cognitivi che si ritengano espressione di danno vascolare pur
non raggiungendo i criteri clinici necessari per la diagnosi di demenza
vascolare.

Sintesi 16-39
I pazienti con VCI senza demenza, dopo 5 anni mostrano una evidente
progressione verso il deterioramento cognitivo conclamato in oltre il
45% dei casi, a dimostrazione del fatto che la identificazione precoce
della loro condizione potrebbe facilitare una terapia preventiva della
demenza stessa.

Raccomandazione 16.14 Grado D 
In presenza di ictus cerebrovascolare è
indicata l'esecuzione degli esami di screening
neuropsicologico standard.

Raccomandazione 16.15 *GPP 
È indicato che l’inquadramento
neuropsicologico in fase acuta sia eseguito con test di
rapida ed agevole somministrazione (possibile anche al letto del malato).
Caratteristiche delle prove cognitive devono essere la taratura o
controllo e la specificità.

Raccomandazione 16.16 *GPP 
La somministrazione almeno del Mini Mental State Examination (MMSE)
è indicata perché fornisce un indice
di funzionamento cognitivo globale.

Raccomandazione 16.17 *GPP 
La valutazione neuropsicologica più approfondita
è
comunque
indicata se l'osservazione clinica suggerisce la presenza di più deficit cognitivi.
Tuttavia la possibilità di effettuare l’approfondimento dipende dal
grado di collaborazione del paziente.

Raccomandazione 16.18 *GPP 
L'eco-Doppler dei tronchi sopraaortici è
indicato per studiare i fattori di rischio ed eziologici
della demenza vascolare.

Raccomandazione 16.19 *GPP 
Il Doppler transcranico è indicato solo
come test diagnostico complementare.

Raccomandazione
16.20 *GPP 
Non vi è indicazione a SPECT o
PET, ad esami elettrofisiologici o all'esame del liquido cerebrospinale
nella diagnosi di demenza vascolare, se non limitatamente a scopi
scientifici o per la stratificazione dei soggetti nel contesto di studi
clinici.

Raccomandazione 16.21 *GPP 
Esami sierici sono indicati nella
demenza vascolare al fine di precisare il profilo dei fattori di rischio
vascolare.

Sintesi 16-40
Nella diagnosi di demenza vascolare le tecniche di neuroimmagine
possono risultare di particolare aiuto in quanto consentono di:
- escludere alterazioni che depongono per una eziologia del
deterioramento cognitivo diversa da quella vascolare (presenza di
neoplasie, atrofia corticale marcata, idrocefalo, ecc.);
- documentare la presenza di lesioni di natura vascolare;
- classificare le sottoforme di demenza vascolare in base al tipo di
alterazione rilevata;
- fornire indicazioni per l'inclusione dei pazienti in studi clinici
controllati.

Sintesi 16-41
Non esistono dati che possano, in presenza di lesioni come infarti
territoriali corticali, sottocorticali o di confine, infarti lacunari
strategici, alterazioni estese della sostanza bianca, fare sicuramente
attribuire il processo dementigeno alla/e alterazione/i individuata/e
dalle comuni tecniche di indagine neuroradiologiche.
Fenomeni di tipo neurodegenerativo potrebbero essere concomitanti e non
individuabili dalle tecniche di neuroimmagine.

Raccomandazione
16.22 Grado A 
Per la diagnosi di demenza vascolare è
sempre indicato il ricorso ad
una valutazione neuroradiologica con risonanza magnetica (sequenze standard,
T1, T2 FLAIR o, qualora questa non sia effettuabile, almeno con TC
encefalo. Di norma l'uso di mezzo di contrasto non appare
necessario per nessuna delle due tecniche.

Raccomandazione 16.23 Grado C 
L'assenza di lesioni cerebrovascolari alla TC o RM è
evidenza
significativa contro una possibile diagnosi di demenza vascolare.

Sintesi 16-42
Gli interventi terapeutici nel campo della demenza vascolare possono
essere distinti in:
- interventi di prevenzione primaria su soggetti definiti a rischio
senza alterazioni cognitive;
- interventi di prevenzione secondaria su soggetti con alterazioni
cognitive ma non ancora definibili come dementi;
- interventi terapeutici e di prevenzione secondaria su soggetti già
definibili come dementi;
- interventi di prevenzione terziaria delle complicazioni in
soggetti con demenza di grado avanzato, inclusi quelli rivolti al
controllo dei disturbi comportamentali associati.

Raccomandazione 16.24 Grado C 
È indicato trattare
l'ipertensione arteriosa in tutti i soggetti al fine di prevenire la
comparsa di deterioramento cognitivo.
Attualmente non vi sono dati comparativi che indichino che una classe
farmacologica antipertensiva sia più attiva delle altre nel prevenire
la demenza.

Raccomandazione 16.25 *GPP 
È indicato che l’uso di
anticoagulanti orali in soggetti con lesioni estese della sostanza
bianca venga attentamente valutato in termini di rischio-beneficio; il
valore target di INR dovrebbe essere comunque mantenuto ai suoi limiti
inferiori (1,8-2,5).

Sintesi 16-43
I dati tratti dagli studi clinici su farmaci suggeriscono che:
- la nimodipina migliora alcune funzioni cognitive e l'impressione
clinica globale;
- gli inibitori dell'acetilcolinesterasi (donepezil, galantamina,
rivastigmina) hanno mostrato qualche efficacia nel trattamento di
popolazioni eterogenee di pazienti con demenza vascolare, pura e
associata a malattia di Alzheimer;
- nessuno di questi farmaci modifica significativamente le
prestazioni nelle attività della vita quotidiana.

Raccomandazione
16.26 *GPP 
L'endoarteriectomia carotidea o il by-pass arterioso
extra-intra-cranico non sono indicati
per il trattamento dei disturbi cognitivi della demenza vascolare.

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