| afasia |
perdita della capacità di esprimere a
parole o per iscritto idee coerenti o di capire il linguaggio parlato o di
leggere (ne esistono numerose forme). |
| agnosia |
incapacità di riconoscere persone
familiari, luoghi e oggetti noti. |
| allineamento posturale |
insieme dei provvedimenti adottati in caso
di riduzione o scomparsa della motricità spontanea (da qualsiasi causa
sia essa determinata) al fine di conservare il corpo e tutti i suoi
segmenti in atteggiamento il più possibile corretto, onde prevenire
posizioni viziate e quindi modificazioni articolari e muscolo-tendinee che
possano, con il tempo, dare rigidità e deformità articolari.
Postura =
combinazione di lunghezze muscolari (e suoi correlati neurofisiologici)
che mantiene i diversi segmenti del corpo in una data posizione, sia tra
loro sia nello spazio. |
| anomia |
difficoltà o incapacità di denominare gli
oggetti o di ricordare nomi individuali. |
| anosognosia |
mancata consapevolezza della condizione di
malattia, in particolare per quanto riguarda il deficit motorio e
sensitivo dell'emisoma colpito. |
| aprassia |
perdita della capacità di eseguire su
richiesta particolari gesti o movimenti, senza che vi sia paralisi; in
alcuni casi gli stessi gesti possono ancora essere svolti automaticamente. |
| astereognosia |
incapacità di riconoscere al tatto le
caratteristiche degli oggetti. |
attacco ischemico transitorio
(Transient Ischaemic Attack: TIA) |
definizione:
improvvisa comparsa di segni e/o sintomi riferibili a deficit focale
cerebrale o visivo attribuibile ad insufficiente apporto di sangue, di
durata inferiore alle 24 ore.[1]
commento:
sia il minor stroke sia il TIA identificano da due diversi punti di
vista pazienti in buone condizioni ma ad elevato rischio tromboembolico,
il loro corretto riscontro è pertanto fondamentale per impostare un
corretto iter diagnostico e un'adeguata terapia. La distinzione fra TIA e
ictus non fornisce nessun elemento utile per capirne le cause ed i
meccanismi, ad eccezione del fatto che il TIA è quasi sempre ischemico.
Tuttavia la separazione del TIA è importante dal punto di vista clinico
per i problemi di diagnosi differenziale che il TIA presenta, a differenza
dell'ictus. Infatti, poiché la maggior parte dei TIA dura meno di un'ora,
spesso la diagnosi è solo anamnestica, al contrario dell'ictus dove nella
maggior parte dei casi è disponibile anche il rilievo obiettivo. Per tale
motivo v'è una discreta variabilità interosservatore nella diagnosi di
TIA con un indice kappa di concordanza vera di due
neurologi di 0,65.[2] In altre
parole fino al 35% dei casi di accordo fra due neurologi sulla diagnosi di
TIA può essere dovuto al caso. L'errore più comune è dovuto alla
sovrastima dei TIA. |
|
-, in crescendo
|
definizione:
due o più episodi riferibili a TIA in 24 ore o tre o più in 72 ore. È
necessaria una completa risoluzione dei sintomi tra un TIA e l'altro.
commento:
non vi sono dati di riproducibilità di questa diagnosi che è stata
adattata da Rothrock e coll.[3] |
| attività della vita quotidiana |
(AVQ;
in Inglese: ADL). operazioni
necessarie alla cura di sé. Vengono suddivise in quattro ambiti:
alimentazione, abbigliamento, igiene personale (locale o generale),
trasferimenti. A seconda di quanto il paziente riesce a fare, il suo grado
di autosufficienza è più o meno completo. |
| ausili |
oggetti più spesso di uso corrente,
modificati in modo da permettere la conservazione di una data funzione
anche senza richiederne lo svolgimento in modo tradizionale (p.e.: posate
con il manico ingrossato, per essere afferrate meglio, leve lunghe al
posto di maniglie o rubinetti, ... ). |
| autonomia |
capacità di attuare processi decisionali,
in ordine a degli scopi. Autosufficienza ed autonomia non vanno di pari
passo. |
| autosufficienza |
capacità di badare alla propria persona
(igiene, abbigliamento, alimentazione, spostamenti e trasferimenti), alla
propria casa, alla propria vita di lavoro e di relazione, senza aiuto
d'altri. Autosufficienza ed autonomia non vanno di pari passo. |
| by-pass |
pontaggio, mediante impianto di protesi
vascolare in materiale autologo o eterologo, per consentire il ripristino
del flusso del sangue a valle di un distretto ostruito o stenotico. |
| chinesiterapia |
utilizzo terapeutico del movimento; si
riferisce soprattutto alla rieducazione in ambito ortopedico o
reumatologico, specie se il trattamento è mirato ad una sede articolare
specifica. Ne fa parte, pur se con proprie caratteristiche, la
kinesiterapia della colonna (chinesiterapia vertebrale), attuata sia
singolarmente che in gruppo, sia in età evolutiva che nell'adulto,
secondo approcci codificati in tecniche. |
| crescendo TIA |
vedi in crescendo, sotto attacco
ischemico transitorio. |
deficit/menomazione,
disabilità/attività,
handicap/partecipazione |
Quando una "noxa" produce un danno
fisico o psichico (es. lesione vascolare cerebrale), questo può regredire
completamente senza esiti o avere conseguenze, temporanee o permanenti (deficit),
al di là della guarigione del processo patologico iniziale (p.e. perdita
del reclutamento muscolare volontario).
disabilità/attività limitata è l'impossibilità a far fronte in
modo considerato normale, con le funzioni recuperate o residue, alle
richieste più dirette che provengono da se stessi e dall'ambiente (p.e.
perdita della possibilità di spostarsi camminando in modo sicuro a
velocità variabile senza appoggi).
Quando un soggetto in "condizioni" di disabilità si scontra con
barriere, architettoniche e non, viene a trovarsi in
"situazione" di handicap/partecipazione limitata, ossia
quello che non riesce più a fare, o comunque il proprio modo di farlo,
divengono motivo di isolamento e di emarginazione (p.e. usare una
carrozzina non consente di accedere a molti luoghi pubblici, e le
possibilità di "scegliersi la vita" si riducono anche negli
ambiti risparmiati dalla disabilità). In altre parole, handicap è
l'insieme delle conseguenze nei rapporti individuo-società, dovute alla
condizione di disabile all'interno di un dato contesto culturale, sociale
ed architettonico. |
| disinibizione |
ridotto autocontrollo nel dire o nel fare. |
| drop attacks |
improvvise cadute a terra non accompagnate
da altri disturbi come perdita o sospensione di coscienza. |
| eminegligenza spaziale unilaterale |
(neglect) mancanza di consapevolezza
o di attenzione per un lato del corpo o dello spazio o per gli eventi che
si verificano da un lato del corpo (di solito a sinistra). |
| ictus |
definizione:
improvvisa comparsa di segni e/o sintomi riferibili a deficit focale e/o
globale (coma) delle funzioni cerebrali, di durata superiore alle 24 ore o
ad esito infausto, non attribuibile ad altra causa apparente se non a
vasculopatia cerebrale.[4]
commento:
Tale definizione comprende, sulla base dei dati morfologici, l'infarto
ischemico, l'infarto emorragico, l'emorragia intracerebrale primaria e
alcuni casi di emorragia subaracnoidea (ESA). Infatti, nel caso del coma
non è talvolta possibile distinguere l'ESA dall'ictus ischemico o
emorragico parenchimale sulla sola base dei dati clinici. È evidente,
tuttavia, che tale definizione non si adatta all'ESA nel caso in cui
questa si manifesti solo con cefalea e rigor nucalis, senza o con
incompleto deficit della vigilanza. L'errore nel diagnosticare l'ictus non
supera il 5% dei casi [5, 6]
, ed è raro anche se il medico non è uno specialista neurologo.[7] |
|
-, in progressione
o in evoluzione
|
definizione:
ictus con peggioramento del deficit neurologico attribuibile ad estensione
della lesione cerebrale nell'arco di ore o giorni dall'insorgenza dei
primi sintomi.
commento:
si tratta di una definizione "aperta" poiché non esiste accordo
su questa entità nosologica. È discusso da taluni autori anche il senso
di tale definizione poiché a ben vedere la maggior parte degli ictus non
è stabile dopo l'esordio ma presenta una fluttuazione dei sintomi e/o
segni per alcune ore. |
motivazione, organizzazione,
esecuzione |
ogni atto "motorio" (scheletrico e
muscolare, ma anche intellettivo) è rivolto ad uno scopo, è organizzato
dal sistema nervoso centrale, viene eseguito dai sistemi muscolare,
scheletrico , vascolare, ... |
| motorio |
quanto attiene al movimento del corpo o di
uno o più dei suoi segmenti . |
| neglect |
vedi eminegligenza spaziale unilaterale |
| neuromotorio |
quanto attiene sia al movimento che ai
meccanismi neurofisiologici ad esso sottesi. |
| neuropsicologico |
quanto attiene alle funzioni cognitive,
ossia "mentali" ma non prettamente psichiche (attenzione,
concentrazione, memoria, linguaggio, riconoscimento di oggetti, dello spazio,
...). |
| occlusione carotidea |
assenza di flusso lungo la carotide interna
all'angiografia, e/o di segnale al Doppler. Vedi anche sotto alla voce stenosi
carotidea. |
| ortesi |
elementi o insieme di elementi organizzati
in una "struttura", destinati a rendere più funzionale una
parte o tutto il corpo, in modo da limitare od evitare perdite di
autosufficienza (p.e. bastone, carrozzina, doccia funzionale per
avambraccio, ...). |
| patch |
materiale autologo o eterologo, interposto
in un tratto di parete vascolare, per modificarne, in genere ampliarne, la
superficie. |
| prevenzione primaria |
prevenzione dell'evento ictus in soggetti
che non hanno mai subito questo evento. |
| prevenzione secondaria |
l'espressione prevenzione secondaria indica
tutte le misure terapeutiche che si prendono dopo un ictus ed un TIA, per
combatterne la ripetizione. Essa comprende anche i provvedimenti
consigliabili nelle ore immediatamente successive all'evento ictale,
nonché i provvedimenti atti a prevenire o ridurre l'invalidità da ictus. |
| prevenzione terziaria |
termine non utilizzato in queste linee guida |
| protesi |
insieme di elementi organizzati in una
"struttura" destinata a sostituire una parte del corpo. |
| raccomandazione |
espressione sintetica
che suggerisce una modifica di
abitudini, indirizzare verso una decisione diagnostica o terapeutica finalizzata alla
riduzione del rischio e/o dell'impatto dell'ictus. |
| -, peso |
| indicata: |
tecnica diagnostica o terapia
indispensabile in tutti i casi |
| non indicata: |
tecnica diagnostica o terapia non
consigliabili |
| indicata solo: |
tecnica diagnostica o terapia da
adottare in sottogruppi di pazienti (specificandoli) |
| ottimale: |
tecnica o terapia utile ma attuabile
solo in centri specializzati |
| integrativa: |
tecnica che porta una maggiore
conoscenza sulle cause |
| in sospeso: |
tecnica sulla quale non è possibile
dare un giudizio definitivo |
|
| -, forza (grado) |
La forza della raccomandazione esprime in
forma sintetica la quantità e qualità della documentazione disponibile
a supporto, nonché la sua applicabilità. La relazione tra forza della
raccomandazione e livello dell'evidenza è piuttosto complessa, dipende
anche dal giudizio ponderato multidisciplinare espresso dal gruppo di
lavoro, e viene descritta in dettaglio nel Capitolo 2 - Metodologia, cui
si rimanda. Sinteticamente la relazione tra forza della raccomandazione
e livello dell'evidenza viene indicata in questa sede.
| livello |
tipo di evidenza disponibile
|
| 1++ |
metanalisi di alta qualità e senza
disomogeneità statistica; revisioni sistematiche di RCT ciascuno
con limiti fiduciali ristretti, RCT con limiti fiduciali molto
ristretti e/o alfa e beta molto piccoli; |
| 1+ |
metanalisi ben fatte senza
disomogeneità statistica o con disomogeneità clinicamente non
rilevanti, revisioni sistematiche di RCT, RCT con limiti fiduciali
ristretti e/o alfa e beta piccoli; |
| 2++ |
revisioni sistematiche di alta
qualità di studi caso-controllo o coorte; studi caso-controllo o
coorte di alta qualità con limiti fiduciali molto ristretti e/o
alfa e beta molto piccoli; |
| 2+ |
studi caso-controllo o coorte di
buona qualità con limiti fiduciali ristretti e/o alfa e beta
piccoli; |
| 3 |
studi non analitici (case report,
serie di casi) |
| 4 |
opinione di esperti |
| NOTA: |
metanalisi con eterogeneità
statistiche di rilevanza clinica, revisioni sistematiche di studi
con ampi limiti fiduciali, studi con ampi limiti fiduciali e/o
alfa e/o beta grande vanno classificati con un segno - (meno). |
| grado |
livello dell'evidenza |
| A |
almeno una metanalisi, revisione
sistematica, o RCT classificato di livello 1++ condotto
direttamente sulla popolazione bersaglio; oppure
revisione sistematica di RCT o un insieme di evidenze costituito
principalmente da studi classificati di livello 1+, consistenti
tra loro, e applicabile direttamente alla popolazione bersaglio. |
| B |
un insieme di evidenze che includa
studi classificati di livello 2++, coerenti tra loro, e
direttamente applicabili alla popolazione bersaglio; oppure
evidenza estrapolata da studi classificati come 1++ o 1+. |
| C |
un insieme di evidenze che includa
studi classificati di livello 2+, coerenti tra loro e direttamente
applicabili alla popolazione bersaglio; oppure
evidenza estrapolata da studi classificati come 2++ |
| D |
evidenza di livello 3 o 4; oppure
evidenza estrapolata da studi classificati come 2+; oppure
evidenza da studi classificati come (meno), indipendentemente dal
livello. |
| GPP |
Good Practice Point: migliore
pratica raccomandata sulla base dell'esperienza del gruppo di
sviluppo delle linee guida, non corroborata da evidenze
sperimentali. |
In queste linee guida si riporta solo la classificazione in gradi. |
| rieducazione funzionale |
sviluppo della motricità residua in
ordine al compimento del maggior numero possibile di attività, anche
(se impossibile diversamente) secondo modi e con strumenti diversi da
quelli correnti (p.e. spostamento autonomo in carrozzina).
| rieducazione neuromotoria |
evocazione, guida e controllo della
riorganizzazione del movimento del corpo dopo lesione neurologica (p.e.
ictus, sclerosi a placche, polinevrite grave, trauma cranio-encefalico,
lesione midollare spinale). Le proposte terapeutiche sono ordinate in
tecniche, in base a diversi presupposti teorici. |
| rieducazione neuropsicologica |
trattamento dei disturbi della
fonazione, della deglutizione, dell'articolazione dei suoni, della
comprensione ed espressione del linguaggio verbale, parlato e scritto,
nonché dei disturbi dell'attenzione, della memoria, dell'orientamento,
della percezione dello spazio e del corpo, del significato dei gesti,
del riconoscimento di oggetti e persone, ecc. |
| rieducazione |
insieme di programmi terapeutici
specificatamente diretti alle diverse componenti della disabilità (neuromotoria,
cognitiva, respiratoria, funzionale, ...) |
| shunt |
dispositivo che permette la deviazione (in
genere temporanea) e, quindi, il mantenimento del flusso di sangue tra
il tratto prossimale e distale di un distretto vascolare,
temporaneamente privato del regolare apporto ematico
per motivi chirurgici. |
| spostamenti |
superamenti dello spazio prossimo; si
riferisce alla marcia o all'uso della carrozzina, anche su terreni
irregolari, nonché al fare le scale. |
| stenosi carotidea |
riduzione del lume dell'arteria carotide,
usualmente alla biforcazione e comunque con interessamento della arteria
carotide interna nel tratto extracranico, che si assume dovuta alla
presenza di una placca ateromasica complicata o non complicata. |
| -, grado |
grado di riduzione del lume a livello
della lesione stenosante, usualmente espressa in percentuale rispetto al
diametro del vaso. Vi sono diversi modi di misurazione (vedi sotto),
comunque espressioni del tipo "stenosi emodinamicamente
significativa" dovrebbero essere abolite, poiché totalmente prive
di significato clinico-pratico. Si dovrebbe invece sempre indicare un
valore numerico, od un range di valori numerici (p.es: stenosi
dell'80%; stenosi grave, tra il 75% ed il 90%). |
| -, misurazione del grado |
esistono almeno tre metodi di misurazione
su angiografia (ECST, NASCET, CC), ben descritti in letteratura e
comunque confrontabili mediante idonee equazioni.
Qualsiasi misurazione angiografica dovrebbe riportare, a margine del
risultato, il metodo di misurazione; non dovrebbero essere accettate
risposte contenenti vaghi riferimenti al grado di stenosi in luogo della
misurazione numerica. Per quanto attiene alle misure Doppler, in linea
di principio ogni laboratorio dovrebbe aver validato in anticipo i
propri dati con una serie di angiografie, e pertanto dovrebbe poter fare
riferimento al metodo usato nella misurazione delle angiografie stesse.
Quando ciò non fosse possibile, sarebbe opportuno che nel referto
venisse indicato brevemente il metodo usato nella misurazione (p.e. strandness),
accanto al risultato numerico (cifra o range di cifre). I dati
relativi alle angio-RM sono ancora troppo parziali per poter definire
criteri precisi. |
| -, sintomatica |
qualsiasi lesione stenosante dell'arteria
carotide interna extracranica in un paziente che ha presentato sintomi
clinici ascrivibili ad ischemia dell'emisfero e/o della retina
ipsilaterali alla stenosi. Tale definizione per convenzione assume che:
| a. |
i sintomi si siano verificati da non più di 6 mesi; |
| b. |
anche in presenza di altre fonti potenzialmente embolizzanti (p.e.
fibrillazione atriale, placche aortiche, stenosi intracraniche) la
stenosi carotidea viene ritenuta sintomatica ai fini delle decisioni
terapeutiche, anche se nella valutazione del rapporto
rischio-beneficio della terapia chirurgica va tenuto presente il
dubbio rapporto eziopatogenetico tra stenosi carotidea ed evento
ischemico; |
| c. |
le stenosi carotidee associate ad ischemie lacunari ipsilaterali
sintomatiche sono, almeno per ora, ritenute sintomatiche, anche se
nella valutazione del rapporto rischio-beneficio della terapia
chirurgica va tenuto presente il dubbio rapporto eziopatogenetico
tra stenosi carotidea e lacuna. |
|
| -, asintomatica |
qualsiasi lesione carotidea che non
rientri nella definizione di sintomatica (vedi sopra: -, sintomatica).
Va sottolineato che la sintomaticità di una stenosi è giudicata solo
sul piano clinico.
L'eventuale presenza di lesioni ipodense alla TC, o iperintense alla RM,
nonché di ipoperfusioni documentate con altri metodi strumentali, non
debbono modificare il giudizio di asintomaticità. |
| -, intracranica |
presenza all'angiografia di lesioni
stenosanti il distretto carotideo intracranico, di grado tale da ridurre il
lume vasale in modo misurabile. |
| stenosi vertebrobasilare |
vedi sopra alla voce stenosi carotidea,
ma nel distretto vertebrobasilare; i criteri di misurazione non sono
chiaramente definiti in letteratura. |
| stent |
dispositivo di materiale metallico,
espansibile e resistente, che viene impiantato all'interno di un tratto
vascolare per garantirne la pervietà. |
| stroke |
vedi
ictus |
|
-, minor
|
definizione:
ictus con esiti di minima o nessuna compromissione dell'autonomia nelle
attività della vita quotidiana (usualmente con Rankin <3).[1]
commento:
la distinzione del minor stroke (o ictus a buona remissione)
dall'ictus con invalidità permanente viene ritenuta ormai più utile di
quella di RIND, definito come deficit reversibile entro un tempo
variabile, secondo i vari autori, fra la singola e le tre settimane,
dall'ictus con deficit permanente. |
| TIA |
vedi attacco ischemico transitorio |
| TIA in crescendo |
vedi in crescendo, sotto attacco
ischemico transitorio |
| trasferimenti |
passaggio da una posizione, su di un dato
piano d'appoggio, ad un'altra posizione, su stesso/diverso appoggio
(nell'ambito dello spazio prossimo). Esempi: da supino a letto, a seduto
sul letto, e poi alla sedia ed alla carrozzina, o da queste al WC, alla
vasca (doccia), e viceversa, passando o meno per la stazione eretta. Ed
ancora, dalla carrozzina al sedile dell'auto e viceversa. |
|
 
 |
 |
|